ATTESA LA NUOVA STRATEGIA AMERICANA IN AFGHANISTAN

Pubblicato il 21 agosto 2017 alle 6:01 in Afghanistan USA e Canada

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Il presidente americano Donald Trump, a breve, renderà nota la nuova strategia degli Stati Uniti in Afghanistan.

Venerdì 18 agosto, Trump ha colloquiato con il consigliere per la difesa, H.R. McMaster, senza tuttavia prendere una decisione definitiva. Tale incontro faceva parte di una serie di meeting volti a formulare una nuova strategia più efficace e che, a detta del presidente, “protegga gli interessi degli Stati Uniti nell’Asia meridionale”. Le principali opzioni prese in considerazione sono due. La prima è quella di mandare nuove truppe in Afghanistan per continuare a sostenere l’esercito e il governo locale, ed è sostenuta da McMaster e da altri ufficiali americani. La seconda, appoggiata dagli anti-globalisti, è quella di richiamare tutti i soldati americani, lasciando definitivamente il Paese. Gli anti-globalisti sono guidati da Steve Bannon, ex capo stratega dell’amministrazione Trump, che è stato licenziato dal presidente proprio il 18 agosto. Tra le altre opzioni considerate c’è quella di mantenere l’attuale status quo, diminuendo o aumentando di poco il numero di soldati presenti in Afghanistan.

Gli Stati Uniti hanno un interesse vitale nell’Afghanistan. Dall’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, l’obiettivo principale delle amministrazioni americane è stato sempre quello di prevenire un secondo attacco simile. Su ordine dell’allora presidente George W. Bush, gli USA invasero il Paese asiatico nel 2001 per eliminare i talebani e fornire supporto al governo locale, al fine di rafforzare l’autorità governativa. 16 anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi sono riusciti ad evitare un secondo attacco simile a quello delle Torri Gemelle, senza tuttavia essere riusciti a risolvere l’instabilità del Paese. Un articolo del Washington Post, firmato da Stephen J. Hadley, spiega che, se Trump ordinasse il ritiro delle truppe americane e, di conseguenza, anche di quelle della NATO, lo Stato afghano collasserebbe, facendo vincere i talebani e gli altri gruppi terroristici presenti nel Paese, fornendo all’ISIS un nuovo rifugio sicuro dal quale architettare nuovi attacchi contro gli USA e l’Europa. Al contrario, se Trump ordinasse l’invio di nuove truppe, continuando a sostenere l’esercito afghano, potrebbe sferrare un’offensiva decisiva per combattere i gruppi armati e stabilizzare il governo di Kabul.

Ad avviso di Stephen J. Hadley, la stabilizzazione del Paese potrà essere raggiunta solo attraverso l’adozione di una strategia politica e diplomatica che preveda un maggiore supporto popolare al governo di Kabul, e l’eliminazione della corruzione al suo interno. Fino ad ora sono stati raggiunti alcuni progressi. Il presidente afghano, Ashraf Ghani vuole riformare il Paese per stabilizzarlo definitivamente. A tale fine, l’esercito locale sta combattendo contro i talebani e gli altri gruppi armati con immensi costi, sia in termini economici sia in termini di vite.

Sofia Cecinini

Bandiera afghana. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera afghana. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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