RAQQA: 59 CIVILI MORTI IN UN RAID DELLA COALIZIONE INTERNAZIONALE A GUIDA USA

Pubblicato il 20 agosto 2017 alle 9:35 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti che bombarda l’ISIS in Siria ha causato la morte accidentale di 59 civili nel corso di un raid volto a colpire i terroristi a Raqqa, giovedì 17 agosto. Secondo quanto riportato dal quotidiano The New Arab, tra le vittime ci sono 21 bambini.

L’offensiva per liberare Raqqa è stata annunciata il 6 giugno dal Pentagono, il quale ha spiegato che le operazioni di terra sono condotte dalle Siryan Democratic Forces (SDF), con il sostegno aereo delle forze della coalizione internazionale guidata dagli USA. Le Siryan Democratic Forces sono un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa formata da curdi, arabi, armeni, ceceni e turkmeni, fondata nell’ottobre 2015. Il loro braccio armato è formato dalle People’s Protection Units (YPG), un gruppo di combattenti curdo-siriani che vengono considerati dagli USA un alleato chiave per sconfiggere l’ISIS in Siria. Per questo motivo, il 9 maggio, il presidente americano Donald Trump ha ordinato l’invio di armi a tale gruppo, facendo emergere tensioni con la Turchia, la quale considera le People’s Protection Units un gruppo terroristico al pari del Kurdistan Workers’ Party (PKK), e teme che le armi americane possano essere utilizzate per compiere attacchi contro il territorio turco. A un mese di distanza dall’inizio dell’offensiva, il 5 luglio, le forze curde sono riuscite a penetrate nella città vecchia di Raqqa, a nord del Paese, superando la linea di difesa dello Stato Islamico. Oggi, il 70% del territorio della città siriana è stato liberato.

La coalizione internazionale a guida americana, più volte, ha specificato di prendere le giuste precauzioni per evitare le morti collaterali dei civili nel corso dei bombardamenti contro l’ISIS. Tuttavia, dall’inizio delle operazioni nel 2014, sono morte 624 persone, una cifra che, secondo molti gruppi umanitari, è sottostimata. Secondo le Nazioni Unite, circa 25,000 civili sono ancora intrappolati all’interno di Raqqa.

Il 17 agosto, il Pentagono ha reso noto che la coalizione a guida americana ha continuato a colpire lo Stato Islamico in Siria, conducendo 29 bombardamenti, senza tuttavia fare alcun riferimento alle vittime civili.

Il conflitto siriano è scoppiato il 15 marzo 2011, quando le forze del regime del presidente siriano Bashar al-Assad hanno respinto brutalmente le proteste da parte dell’opposizione. Da allora, circa mezzo milione di persone, per la maggior parte civili, sono morti per via dei bombardamenti.

Sofia Cecinini

Strada del centro di Raqqa. Fonte: Wikimedia Commons

Strada del centro di Raqqa. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Articoli correlati

Iran USA e Canada

Usa-Iran: parla Rex Tillerson

In seguito al discorso di Donald Trump all’Onu, il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano, Javaad Zarif

Medio Oriente Turchia

Turchia: potenziate le misure di sicurezza al confine con la Siria

L’esercito turco ha potenziato le misure di sicurezza al confine con la Siria, attraverso l’invio di circa 200 veicoli militari

Siria USA e Canada

Siria: USA evacuano la base di Zank

Le forze americane e gli alleati arabi hanno evacuato la base di Zank che era stata allestita a giugno nel deserto siriano, vicino al confine con l’Iraq, inviando il personale presso al-Tanf

Iraq Medio Oriente

Iraq: al via la battaglia di Al-Anbar

L’Iraq ha annunciato l’inizio delle operazioni militari per sottrarre i distretti di Anah e Al-Rihana, nella zona occidentale del governatorato di Al-Anbar, al controllo dello Stato Islamico

Arabia Saudita Medio Oriente

Arabia Saudita – Gran Bretagna: accordi militari

L’Arabia Saudita e la Gran Bretagna hanno firmato un accordo quadro di cooperazione in ambito militare e della sicurezza

Israele Medio Oriente

Israele abbatte un drone di Hezbollah sul Golan

Le forze di difesa israeliane hanno abbattuto un drone che ha tentato di entrare nelle zone demilitarizzate israeliane sulle Alture del Golan, al confine tra Siria e Israele


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.