FILIPPINE: ESCALATION NELLA GUERRA AL NARCOTRAFFICO

Pubblicato il 19 agosto 2017 alle 14:53 in Asia Filippine

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La polizia delle Filippine ha ucciso 13 persone nella terza notte di escalation della guerra al narcotraffico e alla criminalità messa in atto dal presidente Duterte, nella sola capitale Manila. Il bilancio finale da lunedì 14 agosto è di 80 vittime.

Una delle vittime delle azioni della polizia nell’attuazione della campagna anti-droga di Rodrigo Duterte è stato uno studente di 17 anni, per questo le forze dell’ordine sono state aspramente criticate. La versione dell’uccisione della polizia è che il ragazzo avrebbe aperto il fuoco per primo contro i poliziotti, mentre le immagini mostrate dalla CCTV lo mostrano trascinato via da due uomini, verso il luogo in cui il corpo del giovane è stato poi rivenuto.

Il capo della polizia nazionale delle Filippine, Ronald dela Rosa, ha affermato che se le prove dimostreranno che il ragazzo non rappresentava una minaccia, i poliziotti che lo hanno ucciso dovranno risponderne.

Il diciassettenne è stato solo una delle 80 vittime in meno di una settimana della guerra del presidente Duterte contro il narcotraffico e la criminalità. 13 persone sono state uccise solo nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 agosto. Dal 14 agosto, 67 persone sono state fucilate e 200 arrestate a Manila e nelle province vicine. Le forze dell’ordine stanno mettendo in atto la campagna “One-Time, Big-Time” (Un solo momento, un grande momento) che mira a colpire in modo coordinato tutti i distretti – per lo più sobborghi poveri – in cui la criminalità e il narcotraffico sono maggiormente diffusi.

L’aumento esponenziale delle vittime ha sollevato la preoccupazione di molti senatori delle Filippine che hanno richiesto l’apertura di un’indagine imparziale. “Uccidere i poveri senza mezzi non è la soluzione al problema del narcotraffico, quando ad essere smerciate sono tonnellate di metanfetamine”, ha dichiarato il senatore Francis Pangilinan. Anche gli alleati del presidente Duterte iniziano a mostrare preoccupazione per le azioni spesso estreme della polizia.

Il presidente Rodrigo Duterte ha dichiarato che l’escalation delle azioni della polizia è stata approvata da lui stesso e si è detto soddisfatto per la morte dei primi 32 “criminali” nella zona a nord di Manila. “Uccidiamone 32 ogni giorno, così forse potremo ridurre i problemi di questo paese”, ha affermato Duterte.

Il presidente delle Filippine è impegnato su un doppio fronte. Da un lato sta affrontando la guerra al narcotraffico che è molto diffuso nel suo paese, in una campagna da lui stesso avviata all’inizio della sua presidenza, nell’agosto 2016. Dall’altro, ha schierato l’esercito e promulgato la legge marziale sull’isola meridionale di Mindanao, dove dal 23 maggio la città di Marawi è sotto assedio da parte dei militanti islamisti del gruppo Maute.

Ilaria Tipà

Bandiera delle Filippine, fonte: Wikipedia Commons

Bandiera delle Filippine, fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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