TAIWAN: ATTACCO AL PALAZZO PRESIDENZIALE

Pubblicato il 18 agosto 2017 alle 15:07 in Asia Taiwan

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Un uomo armato di katana – la spada curva dei samurai – ha attaccato il palazzo presidenziale di Taipei, a Taiwan. L’unica vittima, secondo la polizia, è una delle guardie del palazzo, gravemente ferita all’addome, venerdì 18 agosto.

L’attentatore, un cittadino taiwanese poi arrestato dalla polizia, ha deciso di esprimere il suo dissenso politico nei confronti della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, rubando una katana da samurai nel museo di storia poco distante dal palazzo presidenziale. L’uomo aveva nello zaino una bandiera della Cina e dopo essere stato preso in custodia dalla polizia ha affermato che voleva esprimere le sue idee politiche all’ufficio presidenziale. L’attentatore, identificato dalla polizia con il solo cognome, Lu, ha trafitto la guardia del palazzo che ha tentato di fermarlo mentre tentava di entrare da una delle porte laterali del palazzo, secondo quanto dichiarato dal portavoce della presidente, Alex Huang.

Il palazzo presidenziale è situato in pieno centro a Taipei, la capitale di Taiwan. L’isola di Taiwan è di fatto uno stato autonomo basato su un sistema democratico, ma viene considerata dalla Cina come una sua regione a statuto speciale. Pechino vede Taiwan come parte integrante del suo territorio nazionale, al punto che basa tutta la sua politica estera sul principio noto come “una sola Cina”. Qualsiasi governo straniero voglia avviare rapporti diplomatici ufficiali con la Cina deve riconoscere che esiste una sola Cina guidata dal governo di Pechino e di conseguenza cancellare qualsiasi rapporto con il governo di Taiwan. La maggior parte dei paesi del mondo intrattengono solo rapporti culturali e commerciali con l’isola. Con la crescita esponenziale dell’economia cinese e dell’influenza della Cina nel mondo, diversi paesi che avevano finora mantenuto i rapporti diplomatici con Taiwan li hanno interrotti per aprire ambasciate di Pechino. Gli ultimi due paesi ad aver fatto un passo verso Pechino allontanandosi da Taiwan sono stati Sao Tomè e Panama.

L’attentatore del 18 agosto sembra essere un sostenitore dell’avvicinamento di Taipei alla Cina continentale, un’idea che è in contrasto con la politica della presidente taiwanese in carica, Tsai Ing-wen. Tsai Ing-wen è stata democraticamente eletta il 16 gennaio 2016 ed è la rappresentante del Partito Democratico Progressista, il più favorevole alla completa indipendenza di Taiwan dalla Cina continentale. Tsai Ing-wen non riconosce il principio una sola Cina e la sua telefonata all’allora neo-eletto presidente Donald Trump nel novembre 2016, ha sollevato le critiche e l’ira da parte di Pechino.

Il palazzo presidenziale di Taipei è stato oggetto di attentati altre volte in passato.

Nel novembre 2014, un uomo ha tentato di far schiantare la sua automobile contro la porta d’ingresso principale della residenza presidenziale, in un atto di protesta contro la politica sanitaria del predecessore di Tsai Ing-wen, Ma Ying-jeou, rappresentante del Partito Nazionalista e maggiormente filo-Pechino.

Ilaria Tipà

Palazzo presidenziale, Tapei, Taiwan. Fonte: Wikipedia Commons

Palazzo presidenziale, Tapei, Taiwan. Fonte: Wikipedia Commons

 

di Redazione

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