CUBA: IL MISTERO DEI DIPLOMATICI SORDI

Pubblicato il 18 agosto 2017 alle 6:05 in Cuba USA e Canada

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Le relazioni diplomatiche di Cuba con gli Stati Uniti e il Canada sono messe a repentaglio dalla misteriosa perdita dell’udito di alcuni diplomatici dei due paesi nordamericani.

Bandiere cubane a L'Avana. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiere cubane a L’Avana. Fonte: Wikimedia Commons

Il Dipartimento di Stato ha riconosciuto giovedì 10 agosto che “è in corso un’indagine” su un presunto attacco acustico contro funzionari dell’ambasciata statunitense a L’Avana, che ha causato gravi perdite dell’udito. Uno strano evento riconosciuto dalle autorità dei tre paesi solo dopo che la notizia è trapelata sulla stampa. Si crede che i funzionari e i loro familiari siano stati vittime di strumenti di tecnologia d’avanguardia situati nelle immediate vicinanze delle loro residenze, o addirittura all’interno delle stesse. I dettagli, tuttavia, sono confusi e Washington si è premurata di sottolineare che non si conosce nessun responsabile. “Non abbiamo risposte definitive sulla causa di quello che consideriamo un incidente” ha dichiarato una portavoce del Dipartimento di Stato.

Non è stato reso noto nemmeno il numero dei funzionari statunitensi colpiti. È stato confermato che i fatti risalirebbero alla fine del 2016, quando alcuni impiegati dell’ambasciata USA a L’Avana “cominciarono a sentire dolore e a manifestare diversi sintomi”. Curati a Cuba, i funzionari colpiti sono poi stati rimpatriati.

Al caso statunitense si è unita giovedì una denuncia identica da parte del Canada, che ha informato che uno dei diplomatici presenti a Cuba ha perso l’udito senza cause apparenti. “Siamo coscienti degli strani sintomi che manifesta personale canadese e statunitense a L’Avana” – ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Ottawa.

Secondo la CNN l’intelligence statunitense sta indagando la possibile partecipazione di un paese terzo agli attacchi acustici. La catena televisiva non ha fatto nomi, ma lasciato intendere le che indagini puntano a Mosca o a Pechino.

Il governo cubano ha assicurato che non ha mai permesso che nell’isola venissero realizzate azioni contro i rappresentanti diplomatici degli Stati Uniti. Il Ministero degli Esteri dell’isola ha emesso un comunicato in cui si afferma che, non appena avuto notizia del singolare incidente “Cuba ha preso molto sul serio la faccenda ed ha agito con celerità e professionalità, avviando un’indagine esaustiva, prioritaria e urgente”. Le autorità cubane hanno trasmesso alle ambasciate dei due paesi nordamericani la necessità di condividere informazioni e cooperare.

Washington ha riconosciuto che l’intelligence statunitense ha ricevuto “orientamento e aiuto” dalla controparte cubana.

L’incidente ha avuto luogo nei mesi di transizione tra l’amministrazione Obama, che ha riaperto l’ambasciata USA all’Avana, e l’amministrazione Trump, molto prima, dunque, che il nuovo presidente degli Stati Uniti limitasse le politiche di riavvicinamento a Cuba avviate dal suo predecessore.

L’Ambasciata USA all’Avana è stata riaperta nel 2015. Chiusa nel 1960, funzionava dal 1977 come ufficio per gli interessi statunitensi nell’isola parte dell’ambasciata della Svizzera. Fidel Castro era solito definirla “un nido di spie”.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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