SUD SUDAN: LE VIOLENZE FARANNO MIGRARE SEMPRE PIÙ CITTADINI

Pubblicato il 17 agosto 2017 alle 21:01 in Africa Sud Sudan

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Le Nazioni Unite hanno reso noto che in Sud Sudan i rifugiati locali sono destinati a continuare a spostarsi per cercare di fuggire dalle violenze.

Il Sud Sudan ha ottenuto l’Indipendenza dal Sudan nel 2011, diventando lo Stato più giovane al mondo. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Dal 2013, è in corso una violenta guerra civile tra le milizie di etnia Ginka, fedeli al governo dell’attuale presidente Salva Kiir, e quelle di etnia Nuer, che rispondono a Riek Machar, ex vicepresidente del Paese. Il conflitto ha prodotto 2.2 milioni di sfollati.

Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha spiegato che sono presenti folle di sfollati presso il campo al-Nimir, le quali necessitano assistenza. “Temo che queste persone continueranno a doversi spostare e sempre di più, lasciando il Paese giorno dopo giorno”, ha affermato Grandi, il quale ha aggiunto che “i cittadini opteranno di non tornare nelle proprie case e di recarsi altrove”. Al fine di migliorare la situazione, Grandi ha chiesto al governo di Khartoum di aprire corridoi umanitari per permettere l’invio di aiuti dal Sudan al Sud Sudan. Ad avviso dell’Alto Commissario dell’Onu, è necessario che vengano sviluppati nuovi modelli di assistenza per i rifugiati per evitare di costringerli per lunghi periodi di tempo nei campi.

In un report rilasciato il primo agosto, Human Rights Watch sostiene che il governo del Sud Sudan, insieme all’opposizione, non stia riuscendo a limitare le violenze all’interno dei propri territori, dove i cittadini subiscono crimini continui e rapimenti. Ad avviso del gruppo umanitario, 9 individui del Sud Sudan, tra cui il presidente Salva Kiir, e l’ex vice presidente, Riek Machar, dovrebbero essere sanzionati per aver contribuito a creare l’attuale situazione in cui versa il Paese. A tal fine, Human Rights Watch ha invitato il Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’Unione Europea e gli altri Stati a imporre sanzioni contro questi individui, insieme ad un embargo sulle armi per tutto il Sud Sudan.

Sofia Cecinini

Operatori umanitari in Sud Sudan. Fonte: Flickr

Operatori umanitari in Sud Sudan. Fonte: Flickr

di Redazione

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