NICARAGUA: ARRIVANO I RUSSI

Pubblicato il 17 agosto 2017 alle 10:27 in America centrale e Caraibi Russia

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Negli ultimi anni la penetrazione strategica del Cremlino nella sfera di sicurezza degli USA si è fatta particolarmente evidente in alcuni paesi. Oltre alle storiche relazioni con Cuba, Mosca è diventata una dei principali sostegni del Venezuela di Nicolás Maduro, ha rafforzato contatti con El Salvador, ed ha lanciato una vera e propria campagna in Nicaragua.

Daniel Ortega, presidente del Nicaragua. Fonte: Wikipedia

Daniel Ortega, presidente del Nicaragua. Fonte: Wikipedia

Vladimir Putin sta compiendo in Nicaragua lo stesso percorso compiuto a Cuba e in Venezuela e inoltre vengono rafforzati i contatti con il Salvador, scrive la giornalista del quotidiano spagnolo ABC Emily H. Blasco.

La giornalista riporta l’opinione di Douglas Feira, ricercatore presso il Center for Strategic and International Studies (CSIS) di Washington, che ha descritto i “più controversi aspetti della presenza russa in Nicaragua”. Sono cinque gli aspetti che inducono lo studioso americano al sospetto.

Il primo. Ad aprile, a sud-est di Managua è stata inaugurata la stazione satellitare di Chaika, che ufficialmente è considerata una stazione a terra della Glonass, il sistema satellitare globale russo. Lo studioso sostiene che “gli strumenti appartengono alla Roskosmos, sono ammessi solo dipendenti russi e il progetto è stato realizzato in condizioni di totale opacità: le informazioni sul contratto non sono note, né il costo né le caratteristiche degli impianti, né del lavoro svolto”.

Feira ritiene che la stazione venga utilizzata anche per lo spionaggio e osserva: “è notevole la vicinanza all’ambasciata americana, e le grandi dimensioni inducono al sospetto”.

Il secondo. Lo scorso anno il governo del Nicaragua ha consentito l’ingresso nel paese di circa 400 militari stranieri. “Si trattava di militari russi, i motivi ufficiali della loro presenza erano la cooperazione umanitaria e alcune operazioni militari congiunte. Nella cifra citata sono inclusi gli equipaggi delle navi militari russe nei porti del Nicaragua”.

Il presidente del paese mesoamericano Daniel Ortega ha chiarito che la presenza dei militari russi è un fenomeno temporaneo, ma il loro numero cambia. Nel frattempo “gli esperti indicano che ci sono oltre 200 militari russi, ogni anno, mediamente, arrivano e ripartono dal Nicaragua circa 500 militari russi, ogni contingente rispetta determinati intervalli di tempo, a rotazione” – si legge nell’articolo.

Il terzo. Il governo di Ortega ipotizza la costruzione di un porto in acque profonde in Nicaragua, sulla costa del mar dei Caraibi, finanziato da Taiwan e altri paesi, compresa la Russia. Feira ritiene che l’esistenza di questo porto soddisfi gli interessi strategici della Russia.

Il quarto. Nel 2016 in Nicaragua sono arrivati 20 carri armati russi T-72В, nel quadro di un accordo che prevede un totale di 50 carri armati. “Anche se è stato reso noto il prezzo, 80 milioni di dollari, il governo del Nicaragua ha riconosciuto che si tratta di un regalo” accusa lo studioso. Secondo Feira non è chiaro perché Mosca abbia fatto questo “regalo” a Daniel Ortega. E le forniture militari russe non si limitano ai carri armati: “l’elenco comprende quattro motovedette, due imbarcazioni missilistiche, velivoli da addestramento e in precedenza il Nicaragua aveva ricevuto 12 complessi per la difesa aerea e due elicotteri”.

Gli esperti accusano il governo nicaraguense di voler far ricorso alle armi russe qualora esplodano proteste di massa contro Ortega, come sta accadendo ora nell’alleato Venezuela.

Il quinto: il centro di formazione per combattere il traffico di droga. Il paese ha dichiarato di aver ricevuto, dal 2007 a oggi, aiuti dalla Russia per 151 milioni di dollari, secondo i dati della Banca Centrale del Nicaragua. Mosca ha mandato grano, taxi e autobus, e ha siglato diverse convenzioni finanziarie e umanitarie. Recentemente, è stato inaugurato a Managua un Centro di formazione per combattere il traffico di droga, creato con capitali russi.

Feira scrive che all’ingresso è appeso un cartello che indica che l’edificio è di proprietà del Ministero degli interni della Russia. L’esperto statunitense accusa che ai piani superiori dell’edificio, dove sono ammessi solo russi, si svolgano “attività non dichiarate”.

L’esperto statunitense conclude lanciando un allarme: il Nicaragua potrebbe diventare la Cuba del XXI secolo e rappresentare per Vladimir Putin quello che l’isola ha rappresentato, in termini di minaccia agli Stati Uniti, per la defunta Unione Sovietica.

L’articolo del quotidiano spagnolo è interamente riportato dal sito d’informazione russo Inopressa, che raccoglie le notizie pubblicate sulla Russia all’estero.

 

Traduzione dal russo e dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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