LA CINA SCAGLIA PIETRE CONTRO L’INDIA

Pubblicato il 17 agosto 2017 alle 17:36 in Asia Cina

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Cina e India si scontrano sul confine himalayano, mentre i soldati sono schierati gli uni contro gli altri anche sulla linea che separa il Bhutan dalla Cina. Si tratta di tasselli isolati che se sommati vanno a comporre il puzzle della tensione e del sospetto tra New Delhi e Pechino, le due potenze asiatiche che vedono una minaccia l’una nella crescita dell’altra.

Le truppe di India e Cina si sono scontrate lungo la zona di confine tra Cina e India, nel Kashmir, alle pendici dell’Himalaya. Lo scontro segue le tensioni che vanno avanti da giugno anche sul fronte del confine tra Cina e Bhutan e che vedono i soldati indiani e cinesi schierati gli uni di fronte agli altri su più versanti.

I soldati della Cina hanno scagliato pietre contro quelli dell’India nella zona vicina al lago di Pangong, una famosa località turistica nella zona montuosa di Ladakh, secondo quanto riportato da un ufficiale della difesa di New Delhi.

Le truppe di Pechino avrebbero provato ad entrare in territorio indiano per due volte e sarebbero state respinte, a quel punto avrebbero deciso di attaccare con le pietre, secondo l’ufficiale indiano. Lo scontro non si è protratto per molto e la situazione è stata riportata sotto controllo velocemente, con i due schieramenti tornati ciascuno sul proprio lato della linea di confine.

La portavoce del Ministero della Difesa della Cina, Hua Chunying, ha affermato di non essere a conoscenza dell’incidente, non confermandolo. Hua Chunying ha poi aggiunto che le truppe cinesi sono impegnate a mantenere la pace lungo il confine sino-indiano e ha invitato l’India a rispettare la linea di controllo e le convezioni bilaterali.

Secondo la polizia di Ladakh, situata nello stato indiano di Jammu e Kashmir, scontri di questo genere non sono una novità sulla linea di confine, quello attuale si è protratto più a lungo del solito, anche se non è stato fatto ricorso alle armi.

La zona del lago di Pangong a Ladakh è situata a più di 4 mila metri di altitudine, sull’altopiano del Tibet e fa parte della porzione di Kashmir amministrata dall’India, nota come Jammu e Kashmir.

Il Kashmir copre un’ampia area tra India, Pakistan e Cina suddivisa in tre zone oggetto di dispute territoriali. La parte centro-meridionale, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India. Lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, le porzioni nord-occidentali, sono sotto la giurisdizione del Pakistan. La zona nord-orientale, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. La divisione amministrativa non è però riconosciuta formalmente dai paesi coinvolti. La linea di controllo dei confini tra i tre paesi è stata stabilita dalle Nazioni Unite. Nell’area Jammu e Kashmir, sotto il controllo dell’India, vi sono diversi gruppi separatisti che favoriscono l’annessione della zona al Pakistan o alla Cina e altri che ricercano l’indipendenza della regione, con insurrezioni contro  il governo indiano.

Cina e India sono schierate una contro l’altra anche sul fronte del confine tra Cina e Bhutan. Il piccolo stato himalayano è uno stretto alleato dell’India, per questo New Delhi ha mandato l’esercito quando ha ricevuto la notizia che la Cina aveva superato la linea di confine con la costruzione di una strada. Pechino reputa che la zona dove si stanno svolgendo i lavori di costruzione ricada sotto la sua giurisdizione. Da giugno, lo stallo va avanti tra le due potenze asiatiche. Per la Cina è fondamentale costruire una rete infrastrutturale che attraversi il Bhutan e il Kashmir e che si colleghi alle nuove arterie stradali e ferroviarie che sta creando con il Pakistan nel quadro del progetto Belt & Road. L’iniziativa Belt & Road o Nuova Via della Seta è stata avviata dal presidente Xi Jinping nel 2013 e mira a connettere Asia, Europa e Africa attraverso una fitta rete infrastrutturale e a permettere lo sviluppo di tutti quei paesi che erano parte, anticamente, della Via della Seta terrestre e di quella marittima. L’India non partecipa al progetto – a differenza del Pakistan, del Nepal e di molti altri paesi dell’Asia centrale e del Sud-Est Asiatico – e lo reputa una strategia che nasconde le mire espansionistiche della Cina. New Delhi e Pechino guardano con sospetto l’una all’altra, poiché sono consapevoli di essere le due maggiori potenze dell’Asia e che la crescita del potere e dell’influenza di una potrebbe andare a discapito dell’altra.

Ilaria Tipà

Lago di Pangong, Ladakh, Kashmir indiano. Fonte: Wikipedia Commons

Lago di Pangong, Ladakh, Kashmir indiano. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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