WORLD HEALTH ORGANIZATION: 2000 MORTI DI COLERA IN YEMEN

Pubblicato il 16 agosto 2017 alle 22:22 in Medio Oriente Yemen

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L’epidemia di colera in Yemen sta uccidendo un numero sempre più alto di cittadini.

Secondo i dati della World Health Organization, fino ad oggi, sarebbero morte circa 2000 persone, la metà delle quali erano bambini. L’UNICEF rende altresì noto che i casi di malattia hanno raggiunto una cifra pari a 470,000. Dallo scoppio dell’epidemia, avvenuto alla fine di aprile, diverse organizzazioni umanitarie sono intervenute in Yemen per cercare di limitare la diffusione del colera e per curare i cittadini già infetti. A tal fine, sono stati costruiti più di 530 centri di assistenza in tutto il territorio nazionale, dove vengono somministrate le terapie e dove i volontari aiutano le famiglie che vivono nelle aree più remote del Paese a raggiungere gli ospedali e le aree dove sono presenti ambulatori medici.

Nonostante il numero dei casi di colera sia diminuito a partire da luglio, ogni giorno circa 5000 persone vengono infettate. Al momento, lo Yemen sta vivendo l’epidemia di colera più grave al mondo, causata soprattutto dalla scarsità di acqua potabile e dalla mancanza di ospedali e strutture mediche funzionanti. “I medici in Yemen stanno lavorando in condizioni impossibili, la metà degli ospedali è stata distrutta dalla guerra e ci sono sempre meno medicine disponibili. Per di più, 30,000, tra medici e infermieri, non ricevono lo stipendio da quasi un anno”, ha spiegato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale della World Health Organization.

Dal marzo 2015, lo Yemen, uno dei Paesi più poveri al mondo, è attraversato da una guerra civile che ha messo in ginocchio l’economia locale, causando una grave crisi umanitaria. Il conflitto è scaturito dai contrasti tra i ribelli sciiti Houthi, alleati con le forze fedeli all’ex Presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, ed i sostenitori dell’attuale presidente Mansour Hadi. Dal marzo 2015, gli Houthi controllano la capitale Sana’a, mentre il governo di Hadi, riconosciuto come presidente legittimo dalla comunità internazionale, ha sede ad Aden, nel sud del Paese. Sempre nel 2015, l’Arabia Saudita ha assemblato una coalizione internazionale per rimuovere gli Houthi e rimettere al suo posto il presidente Hadi, iniziando a bombardare le roccaforti dei ribelli nel Paese. Il conflitto ha così assunto una dimensione regionale, diventando terreno di scontro tra i principali attori esterni, quali Arabia Saudita e Iran, il quale è accusato di sostenere i ribelli sciiti attraverso l’invio di armi e consiglieri militari.

Alla luce di ciò, le Nazioni Unite hanno definito la situazione umanitaria in Yemen un “man-made disaster”, un disastro creato dall’uomo.

Sofia Cecinini

Dottoressa che controlla una bambina, Yemen. Fonte: PIXNIO

Dottoressa che controlla una bambina, Yemen. Fonte: PIXNIO

di Redazione

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