IL NOSTRO AMORE PER PUTIN

Pubblicato il 16 agosto 2017 alle 11:56 in Russia

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L’intervento russo in Siria, secondo politici ed esperti vicini a Putin e ad Assad, avrebbe salvato migliaia di vite, impedendo il collasso dello stato siriano. Mentre Putin è oggetto di dure critiche da parte dei media occidentali, il punto di vista dei suoi sostenitori è molto diverso.

Putin. Fonte: Wikimedia Commons

Putin. Fonte: Wikimedia Commons

Wiam al Wahab, l’ex ministro del Libano, segretario generale del partito At-Tawhid al-arabi, il partito arabo unitario, ha parlato all’agenzia filogovernativa Sputnik del ruolo russo in Siria, delle relazioni russo-libanesi e della lotta al terrorismo da condurre insieme.

“È un fenomeno molto pericoloso, che avrebbe già distrutto il Medio Oriente, se non fosse stato per la Russia. Voglio dire che l’intervento della Russia ha portato un grande contributo per la difesa della fragile diversità, religiosa e nazionale, che esiste nella nostra regione. Proprio la Russia è riuscita a strappare la nostra regione dalla morsa del terrorismo”.

Il politico, che fu ministro dell’ambiente dal 2004 al 2005, ha detto che, con le sue decisioni, il presidente russo ha salvato milioni di vite nella regione ed è entrato nella storia come difensore della libertà.

“Con le sue azioni, la Russia ha fatto capire chi è il capo nella comunità internazionale. Washington avrebbe ancora continuato a favorire l’ISIS, Al-Qaeda e organizzazioni simili, che sarebbero state utilizzate come strumento di lotta con tutti i popoli e gli stati della nostra regione.  C’è una differenza evidente tra la politica estera americana e russa, e non parlo solo del Medio Oriente, ma in generale – ha accusato Wahab – La Russia si presenta come un accogliente paese per tutti i popoli del mondo, l’America vuole dominare su tutti”.

L’ex ministro libanese ha sottolineato anche come le relazioni russo-libanesi abbiano un grande potenziale di sviluppo. “La Russia è venuta nella nostra regione. Penso rimarrà a lungo in Siria, quindi per il Libano è opportuno prestare particolare attenzione alla cooperazione con la Russia”.

Secondo Wahab, allo sviluppo del rapporto tra Russia e Libano si oppongono alcuni politici libanesi legati agli Stati Uniti. L’ex ministro ha affermato che durante la sua visita in Russia ha discusso con i responsabili che ha incontrato non solo della situazione in Libano, ma anche per quella in Siria. Perché la stabilità dei vicini è il miglior garante della stabilità nel Libano. “Tutti i paesi della regione sono strettamente collegati tra loro e dipendono l’uno dall’altro” – ha concluso Wahab.

La posizione del politico druso non è nuova. Alleato di Hezbollah e dell’attuale presidente del Libano Michel Aoun, Wahab è tra i più filosiriani fra i politici libanesi, il che lo ha portato a rompere con il leader della comunità drusa libanese Walid Joumblatt. Le posizioni estremiste espresse da Wahab in passato, sugli ebrei e sulla Turchia, sono considerate sconvenienti dai suoi stessi alleati. Anche a Mosca è stato ricevuto da rappresentanti politici, ma non da membri del governo o delle istituzioni della Federazione russa. La stessa agenzia di stampa Sputnik che lo ha intervistato in una nota commenta che le opinioni di Wahab non coincidono necessariamente con quelle della redazione.

L’opinione del politico libanese sul ruolo russo in Siria, tuttavia, non è isolata. Il politologo e preside del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università economica Plechanov di Mosca, Andrej Koškin, ha affermato che “solo grazie alla Russia la Repubblica araba siriana esiste ancora come stato”.

“Senza l’intervento della Russia – ha dichiarato Koškin in occasione di un convegno lo scorso 8 agosto – in Siria sarebbe successo quel che è accaduto in Libia o in Iraq, perché i combattimenti avevano ormai raggiunto Damasco”.

Traduzione dallo spagnolo e dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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