LA VERITÀ NON RIVELATA DELLA MISSIONE ITALIANA IN LIBIA

Pubblicato il 15 agosto 2017 alle 18:46 in Il commento

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L’Italia ha un ruolo rilevante nello schieramento occidentale guidato dagli Usa, che è quello di impedire che la Libia cada sotto il controllo della Russia. La Libia è divisa in due governi rivali. Da una parte Tobruk, che gode dell’appoggio di Russia ed Egitto; dall’altra Tripoli, sostenuta da Italia e Usa.

L’Italia, pur volendo, non avrebbe potuto fornire mezzi militari al governo di Tripoli contro il governo di Tobruk. La legge 185 del 1990 impedisce ai nostri governi di vendere armi ai paesi coinvolti in una guerra civile. E così, dopo avere ricevuto da Obama e poi anche da Trump il compito di gestire la vicenda libica per conto dell’Occidente, l’Italia ha tentato una seconda strada, che è stata quella di promuovere la nascita di un governo a Tripoli, sotto l’egida dell’Onu, con lo scopo di unificare la Libia sotto un governo amico. Tuttavia, Russia ed Egitto, dimostrando genio strategico, si sono opposti e hanno invitato il governo di Tobruk a rimanere in carica. Data la paralisi politica e la grande debolezza del governo di Tripoli, che non controlla nemmeno la propria città, gli ambienti di Tobruk hanno iniziato a considerare la possibilità di prendere il sopravvento su Tripoli per via militare. A questo punto, l’Italia si è trovata nella difficile condizione di condurre la propria politica estera con le mani legate. Non può vendere armi al governo di Tripoli e non può nemmeno unificare la Libia giacché Putin ha un interesse a tenere diviso il Paese per ricavarsi una base importantissima nel Mediterraneo, dove ha bisogno di rafforzarsi. Il controllo della Libia, o anche soltanto di una sua parte, sarebbe uno dei più grandi successi strategici di Putin.

Se osserviamo i mezzi che l’Italia ha predisposto di inviare in Libia, balza agli occhi che sono molto superiori a quelli necessari al contrasto dei trafficanti di esseri umani che, peraltro, sono per lo più disarmati. Si tratta di ben 700 militari con tanto di nave da guerra. Inviando 700 militari in Libia, l’Italia ha sottratto al generale di Tobruk, Haftar, l’opzione militare, lasciandogli aperta soltanto la strada delle elezioni. Ecco perché Haftar ha minacciato di bombardare le navi italiane. Haftar ha espresso risentimento verso l’Italia perché ha compreso che le sue possibilità d’azione sono state ridotte da una potenza straniera.

La Libia non può cadere sotto l’influenza della Russia per almeno due ragioni. La prima è che Putin non favorirebbe gli interessi dell’Italia, dalle cui sanzioni è colpito. Putin favorirebbe il presidente dell’Egitto, il quale si pone come un’antagonista dell’Italia nel Mediterraneo. L’interesse nazionale dell’Italia vuole che il Mediterraneo rimanga un mare filo-americano.

La seconda ragione, per cui è dannosa la penetrazione russa in Libia, è che, quando Russia e Usa litigano tra di loro, devastano interi paesi, come hanno fatto in Siria. Il fatto che in Libia sia presente una roccaforte russo-egiziana, Tobruk, e una roccaforte italo-americana, Tripoli, non è una buona notizia per l’interesse nazionale dell’Italia. Russia e Stati Uniti non devono avere una presenza strategica nel medesimo Paese.

di Alessandro Orsini

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