BURKINA FASO: ATTACCO CONTRO UN RISTORANTE TURCO, 18 MORTI

Pubblicato il 14 agosto 2017 alle 15:33 in Africa Burkina Faso

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Uomini armati hanno attaccato un ristorante turco a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, uccidendo 18 persone e ferendone altre 8.

L’episodio, verificatosi la sera di domenica 13 agosto, è avvenuto in un clima di tensione crescente tra i diversi gruppi armati presenti nel Paese africano che, nel corso degli ultimi anni, stanno portando avanti offensive continue in tutto il territorio nazionale. Al momento, nessun gruppo specifico ha rivendicato l’attacco. Le forze di sicurezza locali sono accorse sul luogo dell’accaduto a bordo di veicoli corazzati. Secondo quando riportato da alcuni testimoni, i militanti armati sono giunti al ristorante intorno alle 9:30 di sera locali, e hanno aperto il fuoco contro le persone che erano sedute fuori.

Il Burkina Faso, Paese dell’Africa occidentale senza alcuno sbocco al mare, è uno degli Stati più poveri al mondo. Il confine settentrionale con il Mali, in particolare, costituisce un territorio propizio per gli scontri tra i gruppi armati, i quali contribuiscono a destabilizzare il Paese. Il predicatore Ibrahim Malam Dicko, il quale ha rivendicato alcuni attacchi contro le truppe locali ed i civili del Burkina Faso, è attivo in quella zona. La sua organizzazione Ansarul Islam è stata designata come gruppo terroristico dal governo di Ouagadougou.

Come spiegano Roland Benedikter e Ismaila Ouedraogo in un articolo pubblicato su Foreign Affairs, il Burkina Faso è stato teatro di numerosi attacchi terroristici a partire dal gennaio 2016.  Il 15 gennaio, uomini armati hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro della capitale, uccidendo 28 persone e ferendone 56. Successivamente, nel corso del mese di marzo, i terroristi hanno espanso le proprie operazioni nel nord del Paese, colpendo ripetutamente la polizia e le postazioni militari, insieme alle scuole. In questa situazione di caos, al-Qaeda nel Magreb islamico (AQIM) e Ansaril Islam hanno cercato di prendere il controllo delle aree settentrionali del Burkina Faso, instaurando roccaforti con l’intenzione di creare un’alleanza con l’ISIS per stabilire un centro di reclutamento e addestramento, alla luce delle perdite territoriali subite dai jihadisti dello Stato Islamico in Medio Oriente. Il fatto che il Burkina Faso sia sottosviluppato costituisce un ulteriore fattore che sta facilitando l’avanzata dei terroristi. I jihadisti vorrebbero cercare di ottenere il sostegno della popolazione locale attraverso la fornitura di servizi e di assistenza alle persone, sfruttando il malcontento generale verso le autorità di Ouagadougou. Il presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré, in carica dal 29 dicembre 2015, non riusce a risollevare l’economia del Paese e a integrare numerosi cittadini nelle aree urbane. Per questo motivo, la popolazione sta diventando sempre più scettica nei suoi confronti. Ad avviso di Roland Benedikter e Ismaila Ouedraogo, la comunità internazionale non si è impegnata abbastanza nel supportare il Burkina Faso, il quale necessita non solo di assistenza economica, ma anche di cooperazione in materia di sicurezza.

In conclusione, gli autori sostengono che per eliminare l’estremismo, il Burkina Faso dovrebbe seguire due linee guida. Da una parte, le autorità locali dovrebbero impegnarsi a migliorare la situazione; dall’altra, bisognerebbe inaugurare una cooperazione internazionale sistematica capace di assistere il governo di Ouagadougou nelle operazioni anti-terrorismo e nella messa in sicurezza dei confini del Paese.

Sofia Cecinini

Burkina Faso. Fonte: KingofWallpapers

Burkina Faso. Fonte: KingofWallpapers

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.