ISRAELE E GAZA: UN MONDO DI BARRIERE

Pubblicato il 13 agosto 2017 alle 3:25 in Israele Medio Oriente

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Israele sta costruendo una barriera sotterranea lungo il confine con la striscia di Gaza. La struttura, del valore di 3 miliardi di NIS (nuovo siclo israeliano), dovrebbe essere completata entro due anni e si estenderà fino al mar Mediterraneo. La barriera sarà dotata di un sistema avanzato di sensori e di strumenti di monitoraggio.

L’obiettivo di questa costruzione è impedire l’infiltrazione degli uomini di Hamas in Israele sia attraverso la creazione di tunnel sotterranei sia via mare.

La notizia giunge dopo che, nella serata di martedì 8 agosto, un missile, proveniente dalla striscia Gaza, è caduto vicino alla città di Ascalona, nel sud di Israele. Nonostante il razzo non abbia causato danni, le forze israeliane hanno risposto, all’alba di mercoledì 9 agosto, bombardando le postazioni della sicurezza di Hamas, vicino alla Città di Gaza, causando ingenti danni agli edifici.

Secondo quanto riportato dal giornale israeliano Jerusalem Post, Hamas continuerebbe a investire manodopera e soldi nella costruzione di tunnel che permettano ai propri uomini di raggiungere Israele. Nel 2014, durante il secondo cessate il fuoco, le Forze di Difesa israeliane hanno riferito di aver distrutto 32 tunnel.

Israele teme che la costruzione della barriera possa causare l’intensificarsi degli attacchi da parte di Hamas. Il capo del Comando meridionale israeliano, il maggiore generale Eyal Zamir, ha affermato che “il muro potrebbe portare a un’escalation pericolosa”, nonostante il fatto che la barriera si estenda esclusivamente nel territorio israeliano. Secondo Zamir, molti tunnel passerebbero sotto le case dei civili nella striscia di Gaza, mettendo continuamente a rischio la loro vita. Il maggiore generale ha affermato “ogni civile che rimane in questi edifici mette a rischio la propria vita e quella della propria famiglia. È Hamas che li mette in pericolo, ma ogni edificio situato sopra un tunnel è un obiettivo militare legittimo”.

Secondo Zamir “parte della strategia di combattimento di Hamas consiste nel coinvolgere le aree dei civili in modo da rendere più difficile per le Forze di Difesa israeliane localizzare, attaccare e distruggere le infrastrutture del gruppo militare”. In questo modo, Hamas mirerebbe a delegittimare Israele e le Forze di Difesa israeliane.

Dal 2008 ad oggi, Israele e Hamas hanno combattuto tre guerre. L’ultima, meglio nota come “Operazione Margine di protezione”, si è conclusa il 26 agosto 2014, con il raggiungimento di una tregua tra le due parti. L’intento dichiarato dell’operazione israeliana era quello di fermare il lancio di missili dalla striscia di Gaza verso il proprio territorio.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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