MADURO L’EROE: IL VENEZUELA VISTO DAI SUOI ALLEATI

Pubblicato il 12 agosto 2017 alle 15:11 in America Latina Venezuela

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Gli Stati Uniti varano sanzioni contro il Presidente del Venezuela, l’Unione Europea condanna la sua Costituente, il Mercosur lo espelle, l’America Latina lo isola e l’ONU denuncia l’uso di torture e violazione dei diritti umani, ma c’è anche chi considera Nicolás Maduro un eroe positivo. Sono i suoi alleati: Cuba, Bolivia, El Salvador, Nicaragua e tanti esponenti della sinistra europea e mondiale. E le minacce di intervento militare da parte di Trump non fanno che rinfozare questa posizione. Mosca, intanto, condanna le sanzioni USA. 

Il presidente Maduro. Fonte:jis.com

Il presidente Maduro. Fonte:jis.com

“Il Venezuela ha dato al mondo una straordinaria lezione di democrazia – questa l’opinione del ministro degli esteri di Cuba Bruno Rodríguez Parrilla – il popolo venezuelano ha fatto sentire la sua voce e ha deciso quale strada intraprendere, nonostante la guerra non convenzionale scatenata contro il Venezuela, il suo popolo ha offerto una straordinaria manifestazione di democrazia”.

Rodríguez Parrilla ha espresso questa dichiarazione in occasione di una visita a Caracas l’8 agosto scorso, ma già dopo il voto del 30 luglio il suo ministero aveva emesso un duro comunicato in cui accusava Washington di aver avviato una ben orchestrata operazione internazionale per “ridurre al silenzio il popolo venezuelano, disconoscere la sua volontà, imporgli una resa incondizionata attraverso attacchi e sanzioni economiche”.

“La battaglia per il Venezuela è la battaglia per il continente e per il mondo” – recita un altro comunicato del Ministero degli esteri cubano, mentre in una lettera inviata al suo omologo venezuelano, Raúl Castro scrive: “con immenso giubilo rivoluzionario ho appreso il risultato delle elezioni e l’insediamento dell’Assemblea Costituente […] l’esperienza dimostra che ogni atto di terrore innalza la morale del popolo, ogni aggressione la rende più forte”. La posizione di Cuba, difatti, è di aperta condanna delle manifestazioni e dell’opposizione venezuelana.

L’opposizione è genericamente definita come “la destra” ed è considerata un burattino nelle mani degli Stati Uniti, che la finanziano. I media cubani riferiscono fin nei minimi dettagli delle violenze compiute dai manifestanti e dei dollari che deputati dell’opposizione offrono in cambio della partecipazione alle marce di protesta. L’analisi di cubadebate.cu, sito d’informazione ufficiale, è impietosa: “l’opposizione ha sovrastimato le proprie forze e sottostimato il chavismo” e il risultato è una sconfitta senza appello.

La Bolivia ha una posizione ufficiale simile. Ancor prima che lo facesse Cuba, il presidente del Paese, Evo Morales, ha riconosciuto i risultati elettorali della Costituente e ha condannato le sanzioni di Washington e l’isolamento in cui gli altri paesi latinoamericani hanno “costretto” Caracas. “Non capisco perché – ha affermato il primo cittadino boliviano – i governi di Messico, Panama e Colombia, sottomessi agli Stati Uniti, si rifiutino di riconoscere i risultati; tutti i Paesi abbiamo pari dignità e sovranità, esigiamo la non intromissione e il non intervento straniero in Venezuela”. Morales ha poi accusato gli USA di voler colonizzare l’America Latina.

La vicepresidente del Nicaragua, Rosario Murrillo, moglie del presidente Daniel Ortega, ha definito le elezioni per la Costituente “una vittoria del Venezuela”, sottolineando come questa sia “una vittoria di tutti coloro che lottano per la sovranità dei popoli”. Salvador Sánchez Cerén, presidente di El Salvador, si è congratulato con Maduro per lo “straordinario risultato del suo processo elettorale” e si è detto sicuro che la Costituente restituirà pace e tranquillità al Venezuela.

Favorevoli a Maduro sono anche alcuni esponenti della sinistra europea, primi fra tutti il leader della France Insoumise ed ex candidato alle presidenziali di aprile Jean-Luc Mélenchon e l’estrema sinistra spagnola di Podemos. Nel 2013 Mélenchon aveva dichiarato che il Venezuela bolivariano era un esempio da seguire e nel corso della crisi aveva accusato l’opposizione di essere responsabile di “almeno la metà dei morti”; il suo collaboratore Adrien Quatennens ha dichiarato “Il Venezuela non è una dittatura”.

Esponenti di Podemos avrebbero festeggiato i risultati dell’elezione per la Costituente all’ambasciata venezuelana a Madrid e al consolato del paese latinoamericano a Vigo, in Galizia. Il leader laburista britannico, Jeremy Corbyn, interrogato dalla stampa se fosse pentito del suo passato sostegno al Presidente del Venezuela ha risposto “assolutamente no”. Anche il premier greco, Alexis Tsipras, è nell’occhio del ciclone per i suoi rapporti con il Venezuela di Maduro. Le opposizioni anno presentato un’interrogazione al parlamento di Atene affinché il primo ministro spieghi i suoi “contatti segreti” con le autorità di Caracas.

La scrittrice e storica argentina Stella Calloni, nota per i suoi studi sui crimini delle dittature latinoamericane degli anni ’70 e ’80, ha definito il Venezuela “la muraglia dell’America Latina” e l’atteggiamento del governo del Venezuela “eroico” nella sua resistenza al “tentativo di colonizzazione nordamericano”.

Le minacce di intervento militare statunitense, lanciate da Donald Trump, rafforzano, in questi ambienti, l’immagine di Maduro come resistente contro la “prepotenza dell’impero”. “Abbiamo molte opzioni – ha dichiarato Trump, riferendosi al Venezuela – inclusa quella militare”.

Il Ministero degli Esteri di Mosca, intanto, ha emesso un comunicato il 10 agosto scorso condannando le sanzioni USA contro Maduro e definendo distruttiva la linea politica dell’opposizione venezuelana. “Alcune forze politiche interne ed esterne operano per promuovere una linea distruttiva volta a far saltare il dialogo indispensabile per riportare la situazione alla normalità nel Paese. Le sanzioni, le pressioni e gli ultimatum rivolti a Caracas non possono essere visti in un’ottica diversa” – si legge nel comunicato della diplomazia russa.

 

Consultazione delle fonti in spagnolo e in russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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