TURCHIA – IRAN: IL MURO DI ERDOGAN

Pubblicato il 11 agosto 2017 alle 21:14 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia ha iniziato la costruzione di un nuovo muro al confine con l’Iran. Si tratta di un muro composto da blocchi di cemento di 2 metri di larghezza e 3 metri di altezza. Il confine turco-iraniano si estende per una lunghezza di circa 500 km, tuttavia le autorità turche hanno riferito che il muro coprirà soltanto 70 km.

Secondo quanto riferito dalle autorità turche, l’obiettivo del muro sarebbe quello di potenziare la sicurezza al confine, per prevenire attacchi terroristici provenienti dall’Iran e il contrabbando alla frontiera. Il muro verrà dotato di recinzioni di ferro e di torrette di controllo, situate nei luoghi critici.

L’8 maggio 2017, il giornale turco Hurriyet Daily News aveva annunciato l’intenzione di Ankara di costruire un muro al confine con l’Iran, come parte del più ampio piano turco per contrastare il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), un partito politico e paramilitare curdo ritenuto illegale in Turchia. L’obiettivo è ostacolare i possibili attacchi dei militanti del PKK che giungono in Turchia dalle zone iraniane di confine.

Si tratta del secondo muro che la Turchia sta costruendo lungo il perimetro meridionale del proprio territorio. Nel settembre 2016, Ankara aveva avviato la costruzione del primo muro mirato a separare la Turchia dalla Siria, per un investimento di 400 milioni di dollari. I primi 556 km, sono stati completati nel luglio 2017. Una volta terminati i lavori, il muro raggiungerà i 911 km. Un terzo muro, della lunghezza di 88 km, verrà costruito tra Turchia e Iraq.

La costruzione dei muri di confine costituisce il pilastro della nuova politica di sicurezza di Ankara che, secondo quanto affermato dal ministro della Difesa turco, Fikri Isik, prevede due fasi. La prima è la costruzione del muro. La seconda prevede il potenziamento del muro attraverso la dotazione di sensori a fibre ottiche, telecamere e veicoli aerei senza pilota.

Se da un lato la politica dei muri di Erdogan contribuisce a garantire la sicurezza del Paese, dall’altro lato comporta delle implicazioni socio-economiche che potrebbero impoverire il Paese. Nelle zone di confine con la Siria, dove parte del muro è già stata completata, sono state registrate gravi ripercussioni sull’economia locale, che hanno causato un incremento della disoccupazione giovanile. A ciò si aggiunga che il muro ha reso quasi impossibili i contatti tra le famiglie che sono state divise da una linea di demarcazione architettonica così imponente.

La politica di confine turca in materia di protezione dei confini è cambiata a partire dall’agosto 2016. Fino a quel momento, si basava su una tacita tolleranza. La Turchia è stata infatti il principale luogo di transito dei foreign fighters diretti in Siria fino al marzo 2015, quando il governo turco si è unito alla campagna militare contro l’ISIS. I motivi principali del cambiamento della politica turca in materia di sicurezza dei confini sono due. Il primo è costituito dalla minaccia dello Stato Islamico. Il secondo è costituito dalla minaccia rappresentata dai curdi i quali, rivendicando la propria indipendenza e volendo edificare un proprio Stato, potrebbero infiammare le mire separatiste dei curdi in Turchia. L’iniziale politica di tolleranza della Turchia si è trasformata così in una politica a “tolleranza zero”.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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