TRUMP: BASTONE E CAROTA CON PYONGYANG

Pubblicato il 11 agosto 2017 alle 14:31 in USA e Canada

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In seguito alle ultime minacce della Corea del Nord, la quale si è detta intenzionata a colpire le basi aeree americane sull’isola di Guam, nell’oceano Pacifico, il presidente Donald Trump ha riferito che, probabilmente, i suoi commenti contro il regime di Pyongyang non sono sembrati abbastanza duri al leader nord-coreano Kim Jong-un.

L’8 agosto, Trump aveva minacciato di ricorrere “al fuoco e alla furia” contro la Corea del Nord, nel caso in cui Pyongyang avesse continuato a mettere in pericolo gli Stati Uniti con le sue azioni provocatorie. Con tale linguaggio, il presidente americano mirava a dissuadere Pyongyang dal commettere qualsiasi altra azione offensiva nei confronti di Washington.

Tuttavia, le parole di Trump non hanno avuto l’effetto sperato, dal momento che, il giorno successivo, la Corea del Nord ha riferito di voler colpire le basi americane nel Pacifico, definendo il comportamento degli Stati Uniti “isterico”. Dal momento che alcuni ufficiali americani avevano criticato il duro linguaggio di Trump, accusandolo di portare gli USA verso una guerra, oggi, il presidente americano ha riferito: “Francamente, le persone che pensavano che fossi stato troppo duro, ora pensano che lo sia stato davvero? Forse lo sono stato poco! (La Corea del Nord) sta minacciando il nostro Paese da troppo tempo”, aggiungendo che “se (Kim Jong-un) farà qualcosa contro la base di Guam, la nostra reazione sarà un evento mai visto dal regime di Pyongyang”.

Il New York Times riporta che la retorica di Trump nei confronti della Corea del Nord ha allarmato gli alleati degli USA in Asia, quali il Giappone a la Corea del Sud. Entrambi i Paesi stanno prendendo provvedimenti per cercare di limitare le conseguenze delle tensioni crescenti tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord. Il nuovo ministro della difesa giapponese, Itsunori Onodera, il 10 agosto, ha riferito che il Giappone farà il possibile per difendersi da qualsiasi attacco. Tokyo dispone di missili ad alta tecnologia di produzione americana, i quali dovranno essere utilizzati per abbattere eventuali missili nordcoreani. Dall’altra parte, il portavoce presidenziale della Corea de Sud, Park Soo-hyun, ha riferito ai giornalisti che il consigliere per la sicurezza nazionale, Chung Eui-yong, ha colloquiato con la sua controparte americana, H.R. McMaster, riguardo alla Corea del Nord, Le due parti hanno promesso di continuare a collaborare e di mantenere una trasparenza assoluta”.

Tuttavia, il presidente americano ha reso noto che, al di là delle dichiarazioni dure, rimane aperto al dialogo, come ha suggerito il segretario di Stato, Rex Tillerson, ad avviso del quale i negoziati di pace sono necessari per porre fine alle tensioni pacificamente. “Certamente terremo sempre in considerazione l’opzione dei colloqui”, ha riferito Trump, il quale dubita che il nuovo pacchetto di sanzioni dottato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu il 5 agosto possa esercitare abbastanza pressione di Pyongyang da sedare le sue azioni provocatorie.

Sofia Cecinini

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Fonte: Wikipedia

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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