LIBIA-ITALIA: RENZI APPOGGIA LE AZIONI DI GENTILONI E MATTARELLA

Pubblicato il 10 agosto 2017 alle 6:01 in Europa Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il leader del Partito Democratico (PD), Matteo Renzi, ha riferito che, a suo avviso, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno agito correttamente nel tentativo di evitare la crisi di governo per via delle tensioni tra il ministro dei trasporti, Graziano Delrio, e il ministro dell’interno, Marco Minniti.

Il contrasto tra i due ministri è emerso intorno al codice di condotta delle Ong impegnate in attività di salvataggio in mare, presentato da Minniti in seno al Consiglio dei ministri europei a Tallin, il 6 luglio scorso, per meglio regolare i flussi migratori irregolari dalla Libia all’Italia. “Nessuna controversia può mettere in ombra i risultati che sono stati ottenuti in materia di immigrazione nel corso delle ultime settimane”, ha spiegato Renzi, riferendo che il numero degli arrivi in Italia, rispetto al 2016, è diminuito del 3,5%. “I nostri ministri, che sono bravi e capaci, stanno facendo un ottimo lavoro”, ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio.

Il 7 agosto, quando Minniti non si è presentato alla riunione del Consiglio dei ministri, in seguito alle critiche mosse da Delrio, Mattarella ha emesso un comunicato in cui si è schierato a favore dell’operato di Minniti, per evitare l’aggravarsi delle tensioni, che avrebbero potuto portare ad una crisi di governo nel caso in cui il ministro dell’interno avesse deciso di dimettersi. Anche l’ufficio del premier Gentiloni si è esposto in appoggio a Minniti.

Il codice di comportamento prevede una serie di obblighi e divieti che le Ong firmatarie dovranno rispettare nell’ambito dei salvataggi di migranti in mare. Per quelle che non prenderanno parte all’iniziativa, sarà vietato l’attracco nei porti italiani. Tale dettaglio ha fatto scoppiare la polemica da parte di Delrio. A suo avviso, queste attività devono essere regolate dal diritto internazionale e, di conseguenza, non è possibile vietare l’ingresso in un porto italiano ad una nave di una Ong carica di migranti, solo perché questa non ha firmato un codice.

Martedì 8 agosto, la Ong spagnola Proactivia Open Arms, protagonista di uno spiacevole episodio al largo delle acque libiche, quando la Guardia Costiera libica ha esploso colpi di avvertimenti per allontanarla, ha firmato il codice di comportamento. Si tratta della quarta organizzazione a prendere parte formalmente all’iniziativa. Le altre tre Ong che hanno firmato sono: Save the Children, Migranti offshore aie station e Sea Eye.

Sempre l’8 agosto, Gentiloni e il ministro degli esteri, Angelino Alfano, il quale ha incontrato l’inviato libico all’Onu, Ghassan Salame’, hanno chiesto alle Nazioni Unite di aumentare gli sforzi per raggiungere la stabilità politica il Libia, la quale sarà la chiave del miglioramento della gestione dei flussi migratori. “Se le autorità libiche saranno più forti, sarà maggiore lo sforzo per combattere il traffico di esseri umani”, ha riferito Gentiloni.

Come è noto, attualmente in Libia esistono due governi rivali, uno insediato a Tobruk, e uno a Tripoli, con a capo il premier Fayez Serraj, che è sostenuto dall’Onu. Entrambi non riconoscono l’autorità dell’altro e, di conseguenza, il Paese è caratterizzato da una profonda instabilità. La Libia è di fondamentale importanza per l’Italia, giacchè il nostro Paese è il principale Stato europeo ad accogliere i migranti che percorrono la tratta centrale del Mediterraneo.

Sofia Cecinini

A sinistra, Paolo Gentiloni, a destra, Matteo Renzi. Fonte: Wikimedia Commons

A sinistra, Paolo Gentiloni, a destra, Matteo Renzi. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.