COREA DEL NORD: GLI USA SONO ISTERICI

Pubblicato il 10 agosto 2017 alle 7:28 in Asia Corea del Nord

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Per comprendere ciò che sta accadendo in Corea del Nord, è necessario cambiare prospettiva e guardare come Pyongyang interpreta e legge i fatti e soprattutto le azioni e le parole degli ufficiali governativi degli Stati Uniti. La sua interpretazione della realtà e della minaccia rappresentata “dall’imperialismo statunitense” è alla base del suo programma di sviluppo nucleare e missilistico considerato una forma di auto-difesa. Ciò che Pyongyang legge dietro a ogni affermazione e dichiarazione degli Stati Uniti determina le sue azioni presenti e quelle future.

Le forze armate degli Usa sono “assetate di guerra e prese da un’isteria belligerante, senza discrezione alcuna”. Questa è la visione che il portavoce dell’Armata Popolare della Corea del Nord ha degli Stati Uniti. Pyongyang è convinta che gli Usa siano pronti ad iniziare una guerra che verrà combattuta sulla penisola coreana e che costerà migliaia di vittime coreane e non statunitensi.

L’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha affermato che gli Stati Uniti “hanno un potere inesauribile e che sono pronti a esercitare il diritto di fare ricorso a tutte le opzioni militari”, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord KCNA.

Secondo la lettura di Pyongyang, gli Stati Uniti si stanno preparando a una guerra preventiva per neutralizzare le capacità della Corea del Nord di colpirli con armi nucleari, in una sorta di isteria collettiva.

La KCNA riporta l’elenco delle azioni che dimostrano la veridicità di questa interpretazione dei fatti.

In primo luogo ci sarebbero le parole del Segretario alla Difesa Mattis e del capo delle forze armate Dunford che parlano di “operazione taglia-teste”, “colpo preventivo al Nord”, “operazione segreta”, “operazione speciale”. Al secondo posto, le esercitazioni delle divisioni aeree e di cavalleria leggera terrestre sul suolo e sullo spazio aereo della penisola coreana. La terza prova della preparazione alla guerra Usa è rappresentata dall’invio in Corea del Sud dei Navy SEALS, il corpo speciale anti-terrorismo della marina statunitense, nonché il trasferimento di formazioni aeree di B-52, B-1B, B-2 e F-22 verso la Corea. Gli Stati Uniti starebbero anche preparando le due portaerei nucleari e un sottomarino nucleare per inviarle nelle acque limitrofe alla penisola coreana.

Il capo delle forze armate della Corea del Nord ha reso noto che Pyongyang è ferma e pronta a rispondere a qualsiasi provocazione militare pianificata dagli “imperialisti belligeranti degli Usa”.

Come intende rispondere la Corea del Nord a quella che reputa essere una minaccia di guerra imminente?

La risposta è articolata in più punti. Innanzi tutto, il capo dell’esercito nordcoreano intende avviare un’operazione “di giustizia preventiva” per eliminare le trame degli Usa che mirano a condurre “un’operazione taglia-teste” contro i vertici del regime di Pyongyang e che è stata a lungo premeditata per prendere il controllo del paese.

In secondo luogo, la “guerra preventiva” che gli Usa minacciano e hanno pianificato incontrerà come risposta una guerra aperta che mirerà a colpire tutte le roccaforti nemiche sul territorio Usa. La guerra preventiva, secondo Pyongyang, mirerebbe ad aggredire le basi missilistiche nordcoreane in grado di colpire il territorio statunitense in un’operazione che gli Usa definiscono “l’opzione ideale”, poiché a morire sarebbero solo i cittadini nordcoreani.
Qualora ci fossero segnali concreti di una imminente azione di guerra preventiva, gli Stati Uniti dovranno tenere a mente che nessuna guerra è un gioco, scrive la KCNA, e che l’esercito della Corea del Nord sarà pronto a “trasformare il suolo statunitense in un teatro di guerra nucleare, prima che gli Usa facciano lo stesso con il territorio della Corea del Nord”. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale, un attacco preventivo non è un’opzione solo degli Stati Uniti. La Corea del Nord potrebbe decidere di fare lo stesso, avendo già i suoi lancia-missili puntati verso gli Usa e verso i loro alleati in Corea del Sud.

La terza minaccia Usa è quella di condurre un’operazione segreta che miri a colpire la leadership di Pyongyang. Anche questa idea viene smontata dalla KCNA che riferisce che un tale tentativo incontrerebbe la completa opposizione del popolo nordcoreano.

Il punto debole degli Stati Uniti, secondo la stampa ufficiale di Pyongyang, sarebbe quello di una non comprensione della Corea del Nord e del suo popolo e di esser stati presi da un senso di isteria. “La Corea del Nord è una potenza ideologica invincibile in cui tutto il personale di sicurezza e tutta la popolazione é unito intorno al suo unico leader, costituendo una sola mente”. Per questo, se gli Usa dovessero avviare una campagna militare contro la Corea del Nord troverebbero l’opposizione non solo dell’esercito, ma di un paese intero.

Ilaria Tipà

Kim Jong-Un, leader della Corea del Nord dal 2011

Kim Jong-Un, leader della Corea del Nord dal 2011

di Redazione

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