MESSICO: VIOLENZA IN BASSA CALIFORNIA DEL SUD

Pubblicato il 9 agosto 2017 alle 8:48 in America Latina Messico

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L’ondata di violenza che scuote il Messico a causa della guerra fra bande di narcotrafficanti colpisce lo stato di Bassa California del Sud, una delle principali zone turistiche e naturalistiche del paese. L’ultimo episodio una sparatoria in pieno giorno, su una spiaggia piena di turisti. Il Messico deve affrontare le conseguenze impreviste di una guerra al narcotraffico che indebolendo i cartelli, provoca indirettamente una spirale di violenza che negli ultimi 10 anni ha causato oltre 170.000 morti.

Il controllo del territorio messicano da parte dei cartelli nel 2015. Fonte:CNA

Il controllo del territorio messicano da parte dei cartelli nel 2015. Fonte:CNA

Sono 279 i morti causati dalla guerra fra bande di narcotrafficanti in Bassa California del Sud dall’inizio dell’anno, 32 nel solo mese di luglio, una media di oltre un omicidio al giorno. L’ultimo episodio di violenza è avvenuto in pieno giorno, sulla spiaggia di Los Cabos, importante zona turistica tra Cabo San Lucas e San José de Los Cabos. Uomini armati hanno fatto irruzione sulla spiaggia sparando sui turisti, lasciando sul terreno tre morti. L’attacco ha avuto luogo alle 13.43 ora locale del 6 agosto scorso. La procura generale della Bassa California del Sud non ha emesso comunicati sulla vicenda, nessuno è stato detenuto e non vi sono sospetti ufficiali.

Lo stato che occupa la parte meridionale della penisola di Bassa California è una delle principali destinazioni turistiche del Messico, un’importante zona naturalistica, poiché, oltre alle famose spiagge di Los Cabos ospita la riserva della biosfera di El Vizcaíno e due siti di riproduzione della balena grigia nel Mar di Cortés. Questo vero e proprio paradiso naturale è solo l’ultimo scenario della guerra fra clan che sta sconvolgendo il Messico. Un’ondata di violenza senza precedenti, con 12.000 morti da gennaio ad oggi.

La Bassa California del Sud occupa il quarto posto nella speciale classifica degli stati messicani con più omicidi, 279 nel 2017, con un aumento di oltre il 330% rispetto allo stesso periodo del 2016, e balza al primo posto nella classifica dei casi di estorsione, con un tasso del 16,42 ogni 100.000 abitanti.

Gli esperti considerano che responsabili dell’ondata di violenza in Bassa California del Sud siano i cartelli di Sinaloa e di Tijuana Nueva Generación, in lotta per il controllo del territorio di uno stato non molto popoloso (650.000 abitanti circa), ma molto ricco grazie all’attrattiva che esercita su turisti e naturalisti.

L’ondata di violenza è una conseguenza paradossale della guerra al narcotraffico lanciata dallo stato messicano nel 2007 e tuttora in corso. I successi delle forze armate, e in particolare della marina, su alcuni cartelli storici, hanno provocato un vuoto di potere in molti stati del Messico, divenuti così sede di scontri violentissimi tra clan di nuova generazione (non a caso molti si chiamano Nueva Generación, come Tijuana Nueva Generación o Jalisco Nueva Generación) e cartelli indeboliti. Le cifre lasciano poco spazio all’analisi. Da quando l’allora presidente Felipe Calderón lanciò la guerra al narcotraffico fino alla fine del 2016 sono state assassinate in Messico oltre 170.000 persone, i desaparecidos sono invece circa 30.000. Più le forze armate riescono a smantellare o a indebolire un cartello, più la zona dove questo era predominante precipita in una spirale di violenza. Con i dati attuali, gli analisti considerano che il 2017 si chiuderà con un tasso di 19,87 omicidi ogni 100.000 abitanti. L’anno più violento, finora, era stato il 2011, con un tasso di 19,75 omicidi ogni 100.000 abitanti.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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