ITALIA-LIBIA: INCONTRO TRA ALFANO E SALAME’

Pubblicato il 9 agosto 2017 alle 6:01 in Europa Immigrazione

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Il ministro degli esteri Angelino Alfano ha incontrato il nuovo inviato speciale libico alle Nazioni Unite, Ghassan Salame’.

L’incontro, avvenuto l’8 agosto alla Farnesina, ha costituito la prima visita in Europa per Salamè da quando è stato nominato inviato per la missione dell’Onu in Libia, il 22 giugno 2017. Come si legge sul sito della Farnesina, i due funzionari “hanno affrontato l’attuale quadro complessivo della situazione in Libia, e rinnovato il sostegno dell’Italia all’Onu per gli sforzi mirati alla stabilizzazione del Paese”. Nel corso della conferenza stampa successiva all’incontro, Alfano ha affermato che l’Onu dovrebbe assumere la guida dei negoziati in Libia, per cercare di unificare definitivamente il Paese. A suo avviso, fino ad ora, ci sono stati troppi colloqui che non hanno portato ad alcun risultato. “La stabilizzazione politica della Libia è l’assoluta priorità”, ha dichiarato Alfano.

Il ministro ha concluso la conferenza stampa affermando che l’Italia sta continuando a sostenere le organizzazioni umanitarie internazionali per organizzare campi di rifugiati in Libia con rigore e umanità, affinchè venga raggiunto uno standard accettabile dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.

L’incontro tra Alfano e Salame’ è avvenuto ad un giorno di distanza dalla sfiorata crisi di governo per via delle tensioni tra il ministro dei trasporti, Graziano Delrio, e il ministro degli interni, Marco Minniti, riguardo alla questione del codice di condotta delle Ong. Tale codice, presentato da Minniti il 6 luglio a Tallin, in occasione del consiglio informale dei ministri europei, prevede obblighi e divieti per quelle organizzazioni non governative impegnate nelle attività di salvataggio in mare, al fine di ridurre il traffico di esseri umani dalla Libia all’Italia. Come è noto, la Libia costituisce il principale luogo di imbarco del Nord Africa per i migranti, mentre l’Italia è il principale porto di arrivo.

Ad avviso di Delrio, le navi delle ONG che non hanno firmato il codice di condotta non devono essere escluse dalle attività di salvataggio in mare. Il ministro dei trasporti non si è dichiarato contro il codice di condotta, ma ritiene che il salvataggio dei migranti nelle acque del Mediterraneo debba essere regolato dal diritto internazionale e, per questo motivo, non può essere discrezionale. “Prima di tutto è una questione di gerarchie. Qualcuno pensa che sia possibile bandire l’attracco in porto a una nave che non ha firmato un codice di condotta? Le ONG devono cooperare in tutto”, ha dichiarato Delrio.

Minniti, invece, sostiene che tutte le Ong che non hanno firmato il codice debbano essere escluse dalle operazioni di salvataggio, con la conseguenza di non poter portare i migranti nei porti italiani.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile. Attualmente, in Libia sono presenti due governi rivali, uno a Tobruk e l’altro a Tripoli, sostenuto dall’Onu e guidato dal primo ministro Fayez Serraj. Entrambi i governi si rifiutano di riconoscere l’autorità dell’altro. Questa situazione di instabilità ha reso la Libia un terreno fertile al traffico degli esseri umani e, essendo l’Italia il principale Paese, per posizione geografica, in cui attraccano le imbarcazioni cariche di migranti che attraversano la rotta del Mediterraneo centrale. Per il governo italiano, è di vitale importanza trovare una soluzione che ponga rimedio a questa situazione. A tale fine, l’Italia sta agendo su due fronti: da una parte offre sostegno al governo di Tripoli nella ricerca di un accordo politico pacifico che ponga fine all’instabilità perenne; dall’altra, Roma ha firmato diversi accordi con Tripoli nel corso dei mesi passati in materia di immigrazione, offrendo il proprio sostegno alla Guardia Costiera libica, per cercare di gestire meglio la crisi migratoria.

Sofia Cecinini

Ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. Fonte: Wikipedia

Ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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