IRAN: IL SECONDO GOVERNO DI ROUHANI

Pubblicato il 9 agosto 2017 alle 1:10 in Iran Medio Oriente

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha presentato ufficialmente la nuova formazione di governo al parlamento, che si prepara per il voto di fiducia.

Dalla lista dei nomi emerge che per il suo secondo mandato presidenziale, Rouhani ha scelto di sostituire circa la metà dei ministri. Secondo quanto riportato dal giornale iraniano, Tehran Times, otto membri della precedente amministrazione sono stati rimpiazzati, tra questi il ministro dell’Economia. La posizione del ministro della Scienza, della Ricerca e della Tecnologia, invece, è ancora vacante.

In base al sistema iraniano, il presidente dell’Iran è tenuto a presentare la lista dei ministri del nuovo governo entro 15 giorni dalla giornata di inaugurazione. A partire dal giorno della consegna della lista dei nomi, il parlamento ha a disposizione una settimana di tempo per discutere la nomina di tutti i candidati. Rouhani ha presentato la lista martedì 8 agosto 2017, soltanto cinque giorni dopo la cerimonia di inaugurazione.

Oggi, mercoledì 9 agosto, Rouhani ha nominato due vice presidenti e un’assistente donne, dopo essere stato duramente criticato per aver presentato una lista di canditati interamente composta da uomini. Si tratta di Massoumeh Ebtekar, vice presidente per le donne e gli affari familiari, Laya Joneidi, vicepresidente per gli affari legali, e Shahindokht Mowlaverdi, assistente presidenziale per i diritti dei cittadini.

Rouhani ha iniziato ufficialmente il suo secondo mandato presidenziale il 3 agosto 2017, dopo aver effettuato il giuramento nel corso di una cerimonia presieduta dall’Ayatollah Ali Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Islamic Republic News Agency (IRNA), nel 2013 Rouhani avrebbe vinto le elezioni per la linea politica moderata e il suo codice etico di “saggezza e speranza”. Durante il suo primo mandato, durato quattro anni, Rouhani avrebbe mantenuto le promesse fatte. In particolare, il presidente iraniano avrebbe risolto il problema delle turbolenze economiche nel Paese e avrebbe rafforzato i legami dell’Iran con l’estero. Un aspetto fondamentale del primo mandato di Rouhani sarebbe stata la risoluzione della questione nucleare.

Il 14 luglio 2015 l’Iran e i Paesi del gruppo 5+1, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania, avevano raggiunto un accordo sul nucleare, più conosciuto con il nome di Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). L’accordo prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte dell’Iran.

L’avvicinamento tra Iran e Stati Uniti, avvenuto sotto l’amministrazione Obama, ha subito una battuta di arresto in seguito all’elezione del nuovo presidente, Donald Trump. In merito alla questione del nucleare, il 18 luglio, Washington ha accusato Teheran di aver violato lo “spirito” dell’accordo. Il 27 luglio, gli USA hanno adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran, la Russia e la Corea del Nord.

Gli Stati Uniti temono il programma di missili balistici di Teheran, nonostante il Ministero degli Esteri iraniano abbia sottolineato che i settori militare e missilistico rientrano nella politica interna del Paese e che nessuno ha il diritto di intromettersi. Secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri, l’accordo sul nucleare imporrebbe all’Iran di non fabbricare o testare missili con testate nucleari, mentre i test di missili senza testate nucleari non violerebbero l’accordo.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Hassan Rouhani. Fonte: President of Russia.

Hassan Rouhani. Fonte: President of Russia.

di Redazione

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