FRANCIA: SONO 217 I FOREIGN FIGHTERS RIENTRATI NEL PAESE

Pubblicato il 8 agosto 2017 alle 21:05 in Europa

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Il ministro degli interni francese, Gèrard Collomb, ha reso noto che, finora, più di 217 jihadisti sono rientrati in Francia dalla Siria e dall’Iraq. Tutti quanti sono sotto indagine.

L’informazione è stata svelata dal ministro nel corso di un’intervista con il quotidiano francese, Le Journal de Dimanche. Sono circa 700 i foreign fighters francesi che sono partiti nel corso degli anni alla volta della Siria e dell’Iraq per unirsi ai gruppi terroristici. Come molti altri Paesi europei, adesso, la Francia è impegnata nella gestione del ritorno di questi combattenti che, dal 2015, man mano che l’ISIS ha iniziato a perdere terreno in Siria e in Iraq, hanno cominciato a fare rientro nei propri Paesi di provenienza. Fino ad ora, oltre ai 217 combattenti che sono rientrati in Francia, le autorità hanno contato 54 minori, alcuni dei quali sono stati arrestati.

In termini di operazioni anti-terorrismo all’estero, la Francia ha preso parte alla colazione internazionale a guida americana contro l’ISIS in Iraq, ed è intervenuta in Mali per contrastare la ribellione islamista all’interno dello Stato africano. Reuters riporta che tali attività hanno reso la Francia vulnerabile ad attacchi all’interno dei propri territori. Non a caso, la Francia, nel 2015 e nel 2016, è stata uno dei Paesi europei più colpiti dagli attentati di matrice islamista. Tra questi si ricorda la strage del 13 novembre 2015 a Parigi, in cui morirono 130 persone, e l’attacco di Nizza, il 14 luglio 2016, quando il 31enne franco-tunisino Jahouaiej-Bouhel, alla guida di un camion, falciò la folla sulla promenade della cittadina francese, uccidendo 86 persone e ferendone più di 400.

Dall’attentato del 13 novembre 2015, la Francia si trova in stato di emergenza che conferisce maggiori poteri alla polizia. Il governo di Parigi, inoltre, ha intenzione di incorporare le misure di emergenza nel proprio sistema di legge, affinché tali pratiche vengano rese definitive.

Collomb, nell’intervista rilasciata domenica 6 agosto, ha affermato che la minaccia di attentati in Francia è molto alta. Per questo motivo, stanno aumentando sempre di più gli individui sospettati che vengono messi sotto osservazione. Al momento, gli indagati sono 18,500.

Sofia Cecinini

Gèrard Collomb. Fonte: Wikimedia Commons

Gèrard Collomb. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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