DELRIO CONTRO MINNITI: SFIORATA CRISI DI GOVERNO SULLA QUESTIONE ONG

Pubblicato il 8 agosto 2017 alle 9:46 in Europa Immigrazione

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Da quando il ministro dell’interno, Marco Minniti, ha presentato il codice di comportamento per le Ong, il 6 luglio scorso al Consiglio dei ministri europei a Tallin, è nata una polemica che, il 7 agosto, ha fatto sfiorare una crisi di Governo.

Con il codice di comportamento, Minniti intende diminuire il flusso dei traffici illegali di esseri umani dalla Libia all’Italia. Secondo i dati dell’International Organization for Migration (IOM), dal primo gennaio al 2 agosto 2017, in Italia sono giunti 97,892 migranti, quasi tutti dalla Libia che costituisce il principale porto di esodo del Nord Africa. A detta di Minniti, le Ong firmatarie entrano a far parte di “un sistema istituzionale finalizzato al soccorso in mare, all’accoglienza e alla lotta al traffico degli esseri umani, che in nessun modo vuole interferire con i principi fondanti delle singole organizzazioni”. Nei giorni passati, tre Ong – Migrant offshore aid station (Moas), Save the Children e Sea Eye – hanno firmato il codice, mentre altre, come l’organizzazione umanitaria francese Medici Senza Frontiere (MSF), hanno reso noto che i loro principi fondanti, quali indipendenza, imparzialità e neutralità, sono in contrasto con le regole dettate dal codice e, pertanto, non possono firmarlo.

Il 7 agosto, le polemiche hanno raggiunto l’apice, quando il ministro dei trasporti, Graziano Delrio, il quale gestisce i rapporti con la Guardia Costiera, si è schierato contro Minniti, sostenendo che il diritto internazionale non permette di negare l’entrata in un porto nazionale alle navi di Ong impegnate in attività di salvataggio in mare.

Nel pomeriggio, Minniti non si è presentato in Consiglio dei ministri e sono iniziate a circolare indiscrezioni sulle sue dimissioni. Sono così intervenuti il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per evitare una crisi di governo. I due hanno dichiarato di essere d’accordo con la linea di Minniti, riconoscendo i risultati positivi ottenuti dal ministro in materia di contrasto all’immigrazione illegale. Nel corso degli ultimi mesi, Minniti si è recato più volte in Libia per colloquiare con il leader del governo di Tripoli, Fayez Serraj. Il 4 febbraio 2017, l’Italia e la Libia hanno firmato un accordo sull’immigrazione, per regolare la gestione dei flussi e assistere la Guardia Costiera libica nella lotta contro i trafficanti; successivamente, il 3 aprile, grazie ad un incontro segreto avvenuto a Roma, 60 leader tribali libici hanno firmato un accordo di pace, impegnandosi a spartirsi il controllo dei confini libici, al fine di evitare l’entrata nel Paese di migranti illegali.

Nonostante la crisi di governo sia stata evitata, restano le divergenze tra Minniti e Delrio.

Sofia Cecinini

Il ministro dell'interno italiano, Marco Minniti. Fonte: Wikimedia Commons

Il ministro dell’interno italiano, Marco Minniti. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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