Myanmar: i giornalisti incontrano i Rohingya

Pubblicato il 7 agosto 2017 alle 21:04 in Asia Myanmar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo del Myanmar ha organizzato la visita di un gruppo di giornalisti stranieri nei villaggi dei Rohingya, nello stato settentrionale di Rakhine. Si tratta della prima volta dall’inizio degli scontri nella zona, nell’ottobre 2016, che ai giornalisti stranieri viene permesso l’accesso alla zona. Lo scopo dei giornalisti era quello di verificare lo stato attuale della minoranza etnica musulmana Rohingya, quello del governo di rendere noto che non ha nulla da nascondere e che le accuse di abusi e atrocità, mosse all’esercito dalle organizzazioni internazionali, per i diritti umani sono esagerate.

Durante la visita dei giornalisti, riporta May Wong su Channel News Asia, gli ufficiali del Ministero dell’Informazione hanno permesso ai giornalisti di visitare anche dei villaggi che non erano inclusi nella lista iniziale e di parlare con chiunque volessero, anche senza la presenza delle autorità.

Questa situazione ha permesso ai giornalisti di raccogliere molte storie. Una giovane di 23 anni ha raccontato che suo padre è stato bruciato vivo dall’esercito insieme alla loro abitazione, mentre sua madre presa e imprigionata senza ragione apparente. La ragazza ha riferito di non aver timore di parlare con i reporter, poiché convinta di dire solo il vero. Un’altra donna ha raccontato di come sua figlia di 14 anni sia stata imprigionata senza ragione e la sua preoccupazione per quando potrà rivederla. Un gruppo composto da una ventina di donne ha voluto parlare con i giornalisti per raccontare come i loro famigliari siano stati arrestati senza motivo

Nonostante alcuni abbiano condiviso le loro storie, molti altri si sono tenuti alla larga dai giornalisti, per paura di essere poi interrogati. Sebbene non vi fossero soldati con i giornalisti, racconta May Wong, i Rohingya erano convinti che nei villaggi vi fossero informatori del governo in mezzo a loro. Si tratta di una paranoia rivelatasi vera, in quanto un uomo è stato colto sul fatto mentre fotografa quelli che parlavano con i giornalisti e registrava le conversazioni.

I Rohingya sono frustati e preoccupati, scrive May Wong alla fine della visita. Gli abitanti dei villaggi cercavano di comprendere se parlare con i giornalisti potesse essere loro d’aiuto o peggiorare la loro situazione già critica. Per molti ha vinto il desiderio di diffondere la gravità della loro situazione, parlando con chi era disposto ad ascoltarli. I Rohingya vivono in zone rurali, sono privi di telefoni e di altri mezzi che potrebbero permettere la comunicazione con il resto del mondo.

Sono più di un milione i musulmani di etnia Rohingya che vivono nello stato di Rakhine, nel nord del Myanmar, in una situazione di isolamento e con diritti limitati, poiché vengono considerati immigrati clandestini dal vicino Bangladesh. Dall’ottobre 2016, l’esercito birmano sta conducendo un’operazione militare nella zona settentrionale del paese, in seguito ad alcuni attacchi contro delle stazioni di polizia di confine. Da allora, sono più di mille gli edifici bruciati e più di 75 mila gli sfollati Rohingya fuggiti verso il Bangladesh in cerca di salvezza. Sono invece circa 400 le persone arrestate dall’esercito con l’accusa di coinvolgimento negli attacchi del 9 ottobre, tra di loro vi sono almeno una decina di adolescenti.

L’esercito è accusato dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni per i diritti umani di aver abusato delle donne Rohingya, di aver condotto esecuzioni sommarie ed extra-giudiziarie e violenze di ogni genere. Il governo del Myanmar continua a negare le accuse e ad affermare che sarebbero solo 22 mila i Rohingya ad aver lasciato il paese. Il governo guidato dal premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi ha finora rifiutato l’ingresso nello stato di Rakhine agli ispettori dell’Onu e di instaurare una commissione d’indagine internazionale. Il governo ritiene che una tale presenza straniera potrebbe solo peggiorare la situazione attuale. Secondo il Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Myanmar, Thaung Tun, sarebbero 44 i civili morti e 27 le vittime di rapimento dall’ottobre 2016 e si tratterebbe per lo più di militanti musulmani Rohingya che vengono spostati o eliminati dai villaggi che collaborano con il governo.

Secondo le autorità birmane, i terroristi islamici stanno aumentando la loro presenza nello stato di Rakhine e avrebbero creato campi di addestramento nei villaggi Rohingya.

La minoranza etnica musulmana nel nord del Myanmar si trova in una situazione molto delicata, la sua sicurezza in pericolo e una soluzione dell’emergenza sembra molto lontana, conclude il suo report May Wong. Gli obiettivi del governo birmano sono il raggiungimento di una piena democrazia e la riconciliazione nazionale tra i vari gruppi. Al momento, le divisioni interne sembrano rendere questi traguardi piuttosto lontani.

Ilaria Tipà

La minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar. Fonte: Forumbiodiversity.com

La minoranza musulmana dei Rohingya in Myanmar. Fonte: Forumbiodiversity.com

di Redazione

Articoli correlati

Asia Myanmar

Myanmar: difficoltà negli aiuti per i Rohingya

L’emergenza umanitaria dei Rohingya continua, ora sono gli aiuti umanitari a incontrare difficoltà nel raggiungere gli appartenenti alla minoranza etnica sia in Myanmar che nei campi profughi in Bangladesh

Asia Myanmar

Bangladesh: arriva l’esercito per aiutare i Rohingya

I profughi Rohingya devono affrontare le piogge monsoniche, il Bangladesh invia l’esercito per aiutare a gestire la crisi

Asia Myanmar

Myanmar: Aung San Suu-kyi chiede aiuto per i Rohingya

La leader del Myanmar ha parlato per la prima volta della crisi umanitaria dei Rohingya e chiesto l’aiuto della comunità internazionale

Asia Myanmar

AUNG SAN SUU-KYI PRONTA A PARLARE DEI ROHINGYA

Il premio Nobel per la Pace e leader del Myanmar, Aung San Suu-kyi, il 19 settembre romperà il silenzio sulla crisi umanitaria dei Rohingya che le è costato molte critiche e ha danneggiato la sua reputazione di difensore degli oppressi

Asia Myanmar

CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU: RIUNIONE STRAORDINARIA SU EMERGENZA ROHINGYA

La crisi umanitaria dei Rohingya sarà oggetto di una riunione speciale del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Secondo l’Alto Commissario Onu la violenza contro i Rohingya è pulizia etnica

Asia Myanmar

DALAI LAMA: BUDDHA AVREBBE AIUTATO I ROHINGYA

Il capo del buddismo tibetano, il Dalai Lama, ha chiesto ai buddisti del Myanmar di pensare a Buddha e di ricordarsi che Egli avrebbe aiutato i musulmani Rohingya perseguitati


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.