Corea del Nord: la Cina chiede dialogo

Pubblicato il 7 agosto 2017 alle 19:38 in Asia Corea del Nord

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Le nuove sanzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sono la risposta corretta alla lunga serie di test missilistici, ma il dialogo è vitale per risolvere la questione complessa e delicata della Corea del Nord. Queste le dichiarazioni del Ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, domenica 6 luglio.

Wang Yi è a Manila per il vertice annuale dell’ASEAN e dei paesi che con essa collaborano. I suoi commenti sono in favore della risoluzione dell’Onu approvata sabato 5 luglio che mira ad aumentare la pressione internazionale su Pyongyang con l’obiettivo di fermarne il programma di sviluppo nucleare e missilistico. Il capo della diplomazia di Pechino, ai margini del vertice regionale di Manila, ha incontrato il Ministro degli Esteri della Corea del Nord, Ri Yong Ho.

L’incontro tra i due diplomatici è stato “un dialogo approfondito” e Wang Yi ha chiesto alla Corea del Nord di trattare con calma e lucidità la nuova risoluzione delle Nazioni Unite e di interrompere i test missilistici e nucleari che violano i provvedimenti dell’Onu e le richieste della comunità internazionale. D’altro canto, Wang Yi ha riferito che la Cina continuerà a chiedere alle altre parti coinvolte, soprattutto la Corea del Sud e gli Stati Uniti, di non continuare ad aggravare la tensione già presente sulla penisola.

Secondo il capo della diplomazia della Cina, la situazione in Corea è giunta a un punto critico e decisivo. Si tratta di un momento di svolta che potrebbe vedere la ripresa dei negoziati, affinché ciò accada, però, è necessario che tutte le parti mantengano il controllo e la calma e intraprendano azioni per mitigare la tensione attuale. Questa è la ricetta che Wang Yi ripete da diversi mesi e che ha presentato la prima volta utilizzando una metafora ferroviaria. Gli Usa e la Corea del Sud da un lato, e la Corea del Nord dall’altro, sarebbero due treni in corsa alla massima velocità destinati a scontrarsi. L’unico modo per evitare la collisione, secondo Wang Yi, è quello di creare un “doppio stop” e una soluzione “a doppio binario”. Il “doppio stop” prevede la cessazione dei test della Corea del Nord, delle esercitazioni militari tra Seoul e Washington e la rinuncia americana a installare lo scudo antimissile THAAD in Corea del Sud. Il “doppio binario” è rappresentato da maggiori pressioni internazionale – di cui le risoluzioni Onu sono il culmine – e dalla ricerca del dialogo e del negoziato per riportare la pace sulla penisola coreana. In sintesi, a differenza della stampa occidentale, che tende ad attribuire soltanto alla Corea del Nord la causa delle tensioni, la Cina ritiene che gli Usa siano responsabili al pari della Corea del Nord.

Il ministro degli Esteri della Cina non ha riferito quale sia stata la risposta della sua controparte della Corea del Nord durante l’incontro.

Wang Yi ha incontrato anche il capo della diplomazia Usa, Rex Tillerson. I due ministri hanno riferito che le nuove risoluzioni devono rappresentare un mezzo per il ritorno al dialogo. Wang Yi ha chiesto a Tillerson di considerare seriamente la sua proposta del “doppio stop”.

Non tutti i partecipanti ai meeting di Manila sono d’accordo sull’importanza del dialogo. Questo è il caso del portavoce del Ministero degli Esteri del Giappone, il quale ha dichiarato che questo è il momento di sanzioni sempre più forti e di maggiore pressione nei confronti di Pyongyang.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato la nuova risoluzione e le nuove sanzioni contro Pyongyang all’unanimità, con l’approvazione di Russia e Cina. Le nuove sanzioni sono la risposta agli ultimi due test di missili balistici intercontinentali della Corea del Nord condotti nel giro di meno di un mese – il 4 e il 28 luglio – e ridurranno di 1 miliardo di dollari le esportazioni di Pyongyang.

Il sostegno della Cina alla risoluzione è stato costruito attraverso un mese di negoziati con gli Stati Uniti prima di giungere alla votazione in seno al Consiglio di Sicurezza. Le nuove sanzioni pongono il bando sulle esportazioni di carbone, ferro, piombo, minerali di ferro e piombo e frutti di mare. A tutti i paesi viene anche vietata l’assunzione di nuovi lavoratori provenienti dalla Corea del Nord e vieta la creazione di joint ventures con aziende nordcoreane.

Ilaria Tipà

Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang YI

Ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Wang Yi

di Redazione

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