Afghanistan: massacro nel nord, 40 civili uccisi

Pubblicato il 7 agosto 2017 alle 15:01 in Afghanistan Asia

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Domenica 6 agosto, uomini armati hanno attaccato un villaggio nella provincia di Sar-e Pul, nel nord dell’Afghanistan, uccidendo almeno 40 persone, tra cui donne e bambini.

Al-Jazeera English ha riportato che il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha condannato il massacro, definendolo “un crimine di guerra”. “L’atto barbarico costituisce una violazione dei diritti umani e, pertanto, deve essere considerato un crimine di guerra”, ha affermato Ashraf Ghani in un comunicato. Il governatore di Sar-e Pul, Mohammed Zaher Wahdat, ha riferito che le vittime sono state uccise con colpi di arma da fuoco. Il villaggio dove è avvenuto il massacro, chiamato Mirzawalang, i cui residenti sono principalmente musulmani sciiti, era stato catturato dai talebani lo stesso giorno. Wahdat ha rivelato che alcune moschee sono state incendiate, mentre diversi cittadini locali sono stati presi in ostaggio.

Almeno 12 combattenti e 7 soldati afghani sono rimasti uccisi negli scontri. Nonostante i talebani si siano impadroniti ieri del villaggio, hanno riferito di non aver ucciso i 40 civili e che la notizia è solo “propaganda nemica”. Tuttavia, gli scontri sono ancora in corso. Nei primi sei mesi del 2017, secondo le stime delle Nazioni Unite, sono morti 1,662 civili, mentre altri 3,581 sono rimasti feriti.

Secondo quanto è emerso da un report dello Special Inspector General of Afghanistan Reconstruction (SIGAR), il 60% dei distretti afghani sono sotto il controllo del governo di Kabul, mentre il restante 40% è controllato dai talebani e da altri gruppi armati.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996 al 2001. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Nonostante il supporto della NATO, il governo attuale dell’Afghanistan continua a trovarsi in grossa difficoltà a causa della loro forza.

Secondo il Country Report on Terrorism del governo americano, nel 2016, l’Afghanistan è stato il secondo Paese del mondo per numero di attentati terroristici, con un totale di 1,340 attacchi che hanno causato la morte di 4,561 persone. Al primo posto, invece, c’è stato l’Iraq, con un totale di 2965 attacchi e 2417 vittime.

Sofia Cecinini

Cartina dell'Afghanistan. In rosso, la provincia di Sar-e Pul. Fonte: Wikimedia Commons

Cartina dell’Afghanistan. In rosso, la provincia di Sar-e Pul. Fonte: Wikimedia Commons

 

 

di Redazione

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