Venezuela: la Costituente si insedia, sedata sommossa militare

Pubblicato il 6 agosto 2017 alle 17:57 in America Latina Venezuela

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Si è insediata venerdì 4 agosto la Costituente voluta dal Presidente venezuelano Nicolás Maduro, tra le proteste dell’opposizione e dei deputati uscenti e la pressione della comunità internazionale sul governo del paese affinché si torni al dialogo. Deposta la Procuratrice Generale Ortega. Il Mercosur sospende Caracas.

La Presidente dell'Assemblea Costituente Delcy Rodríguez. Fonte: Wikipedia

La Presidente dell’Assemblea Costituente Delcy Rodríguez. Fonte: Wikipedia

In un parlamento isolato fin dalle prime ore del mattino di venerdì 4 agosto, con tutti gli accessi bloccati dalla Guardia Nacional Bolivariana, ha avuto luogo l’insediamento della controversa Assemblea Costituente, eletta domenica 30 luglio nonostante le proteste dell’opposizione e la ferma condanna della comunità internazionale. Il governo chavista ha utilizzato il Salón Elíptico del Palacio Federal Legislativo, che è destinato ad usi dell’esecutivo, poiché il Parlamento rifiuta di concedere altri spazi, non riconoscendo legittimità alcuna alla Costituente. Il Salón Elíptico è stato occupato dalla Guardia Nacional Bolivariana per consentire lo svolgimento della cerimonia d’insediamento.

Delcy Rodríguez, ex ministro degli esteri, è stata eletta Presidente dell’Assemblea Costituente. “Qui non esiste alcuna crisi umanitaria, qui c’è solo amore” – ha dichiarato la neoeletta in un’allocuzione considerata eccessiva anche da alcuni membri del chavismo. “Inizieremo subito l’opera di rinnovamento costituzionale, Signor Presidente! Non la lascerò solo!” Ha enfatizzato Rodríguez.

Manifestazioni a favore e contro il governo hanno avuto luogo in diverse zone di Caracas, provocando incidenti e scontri con le forze dell’ordine. L’Assemblea Nazionale uscente non riconosce il nuovo parlamento e non si procederà ad alcun formale passaggio di poteri. Il Parlamento eletto nel 2015 ha aperto inoltre un procedimento contro la Presidente della Commissione Elettorale Nazionale, Tibsay Lucena – lo ha reso noto il presidente Julio Borges.

Frattanto, sono stati concessi giovedì 3 agosto i domiciliari all’ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma, arrestato lunedì 31 luglio, mentre l’altro leader dell’opposizione detenuto, Leopoldo López, è stato riportato a casa nelle prime ore di oggi, domenica 6 agosto. L’opposizione denuncia che vi siano almeno 600 detenuti politici nelle carceri del paese.

Sulla scena internazionale, il Vaticano ha chiesto al governo di Maduro di sospendere i lavori dell’Assemblea Costituente e di tornare al tavolo delle trattative con l’opposizione. Anche la Francia ha emesso un comunicato in cui si dice pronta a mediare tra governo e opposizione in accordo con tutti i paesi membri della UE. La Spagna ha protestato per l’attacco con bombe molotov alla sua ambasciata a Caracas, ricevendo immediatamente le scuse del governo venezuelano e la ferma condanna dell’accaduto da parte del ministro degli esteri Arreaza.

Più dura la posizione delle diplomazie latinoamericane. Il Mercosur, di cui il Venezuela era membro con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay ha sospeso definitivamente Caracas, dopo che il governo venezuelano ha respinto la mediazione offerta dalla presidenza brasiliana dell’organizzazione, violando così la “clausola democratica” che tutti i paesi membri sono tenuti a rispettare. Il Capo della diplomazia messicana Luis Videgaray, ha dichiarato che Maduro “è un codardo perché usa i poteri dello stato per smantellare la democrazia e opprimere il proprio popolo”. In precedenza Maduro aveva dato del codardo al presidente messicano Peña Nieto, poiché “asservito agli Stati Uniti”.

Panama, intanto, ha concesso asilo politico a due magistrati vicini all’opposizione, nominati membri della Corte Suprema parallela eletta lo scorso 21 luglio dal Parlamento in contrasto con Maduro.

La disputa tra governo e opposizione venezuelana prosegue anche a livello istituzionale. La Procura Generale del paese, guidata da Luisa Ortega, ha impugnato l’elezione dell’Assemblea Costituente per presunte frodi elettorali. Nel corso della giornata di sabato 5 agosto, la Guardia Nacional Bolivariana ha occupato la sede della Procura Generale, mentre l’Assemblea Costituente dichiarava decaduta dall’incarico Luisa Ortega, che ha denunciato l’azione delle forze di sicurezza e lanciato un appello al popolo e alla comunità internazionale, dichiarando illegittima la sua deposizione poiché decretata da un organo incostituzionale. L’Assemblea Costituente ha nominato procuratore generale Tarek William Saab, finora Difensore Civico.

Tarek William Saab è un fedelissimo del presidente Maduro, e il suo atteggiamento nel corso delle manifestazioni dei mesi scorsi ha causato indignazione nell’opposizione, che in più di un’occasione ha fatto della sede del Difensore Civico l’obiettivo delle marce di protesta.

Nel corso della giornata di oggi, domenica 6 agosto, la 41 brigata dell’esercito venezuelano si è dichiarata in ribellione, chiedendo elezioni libere e lanciando un appello al resto delle forze armate affinché si sollevasse in difesa della democrazia. “Non è un golpe – affermavano i militari sollevati – ma una mossa per restaurare l’ordine costituzionale”. Poche ore dopo l’ex vicepresidente Diosdado Cabello ha assicurato che l’esercito aveva sopraffatto la brigata ribelle.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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