GRECIA: MIGRANTI BAMBINI COME DETENUTI

Pubblicato il 6 agosto 2017 alle 11:16 in Immigrazione

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In Grecia i migranti bambini non accompagnati vengono obbligati in centri di detenzione come se fossero in carcere.

Nonostante tale fenomeno sia stato denunciato più volte nel corso degli anni, continuano le segnalazioni delle organizzazioni umanitarie. L’ultima è stata effettuata da Human Rights Watch, il 2 agosto, data in cui l’Ong ha inviato una lettera al ministro per le politiche migratorie greco, Yiannis Mouzalas, denunciando il fatto che il numero di bambini migranti trattati come detenuti sta aumentando.

Secondo quanto riportato dal National Center for Social Solidarity, alla data del 19 luglio, circa 117 migranti bambini erano tenuti in custodia dalla polizia greca, in attesa di essere trasferiti in altre strutture di accoglienza. Tale numero è in molto superiore ai dati del novembre 2016, i quali mostravano che soltanto due bambini erano stati trattenuti dalla polizia.

Alla luce di ciò, Human Rights Watch chiede urgentemente al governo greco di prendere provvedimenti e ridurre il numero di bambini stranieri non accompagnati tenuti in custodia dalla polizia. “Invece di essere accuditi, decine di bambini vulnerabili vengono costretti in celle sporche, spesso insieme ad altri adulti che non sono loro parenti, senza venire informati riguardo ai loro diritti e senza nemmeno ricevere i beni primari di cui hanno bisogno”, ha riferito Eva Cossè, ricercatrice greca per Human Rights Watch, la quale ha aggiunto che “il governo di Atene dovrebbe porre fine a tali pratiche e assicurarsi che questi bambini ricevano la protezione che necessitano”.

Human Rights Watch ha documentato i casi di detenzione di migranti bambini non accompagnati in tutta la Grecia, riscontrando che queste pratiche violano sia il diritto internazionale, sia la legge greca, in base alla quale i minori stranieri dovrebbero essere trasferiti in luoghi sicuri.

Sofia Cecinini

Bambino dietro le sbarre. Fonte: Public domain picture

Bambino dietro le sbarre.
Fonte: Public domain picture

di Redazione

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