L’Iran e il finanziamento degli Houthi in Yemen

Pubblicato il 5 agosto 2017 alle 6:03 in Medio Oriente Yemen

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Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa britannica Reuters, a partire dal marzo scorso il corpo delle guardie della rivoluzione iraniana avrebbe iniziato a utilizzare una nuova rotta attraverso le acque internazionali del Golfo per trasferire armi segrete agli Houthi.

Fino allo scorso marzo, l’Iran inviava le armi e i consiglieri agli Houthi direttamente in Yemen oppure attraverso la Somalia. Questa rotta, tuttavia, era rischiosa perché le imbarcazioni iraniane potevano facilmente entrare in contatto con le navi internazionali di pattuglia nel golfo di Oman e nel Mar Arabico.

Da sei mesi a questa parte, l’Iran avrebbe cambiato strategia, iniziando a sfruttare le acque del Golfo tra il Kuwait e l’Iran, cercando nuovi modi per aggirare il provvedimento di embargo sulla spedizione di armi agli Houthi.

Il 14 aprile 2015, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva approvato una risoluzione che imponeva un embargo sulle armi in Yemen per contrastare l’avanzata degli Houthi.

Attraverso questa nuova rotta, le navi iraniane trasferirebbero le attrezzature a navi più piccole nella parte del Golfo compresa tra Iran e Kuwait, nella quale il rischio di incappare in controlli è minore. Le operazioni di trasbordo avverrebbero, quindi, nelle acque territoriali del Kuwait.

Secondo quanto ha riportato un alto funzionario iraniano a Reuters, “parti di missili, lanciatori e droga vengono contrabbandati in Yemen attraverso le acque del Kuwait. A volte, la rotta viene utilizzata anche per trasferire denaro”. Inoltre, di fronte alla domanda se il corpo delle guardie della rivoluzione iraniana fosse coinvolto nelle operazioni, il funzionario avrebbe risposto: “Non c’è nessuna attività nel Golfo a cui non partecipi il corpo della rivoluzione”. Il funzionario ha aggiunto che “negli ultimi sei mesi, sono state contrabbandate soprattutto parti di missili che non possono essere prodotte in Yemen”. Secondo quanto riferito dall’ufficiale, il denaro e la droga possono essere utilizzati per finanziare le attività degli Houthi.

In un comunicato emesso mercoledì 2 agosto 2017, il Kuwait ha negato l’utilizzo delle proprie acque da parte dell’Iran per il contrabbando delle attrezzature alle forze degli Houthi in Yemen. Secondo quanto si legge nel comunicato, lo Stato del Kuwait “ha negato la veridicità di quanto pubblicato dall’agenzia di stampa Reuters in merito allo sfruttamento da parte dell’Iran delle acque kuwaitiane per il trasferimento e il contrabbando di armi e consiglieri militari agli Houthi in Yemen per aggirare l’embargo sul trasferimento di armi imposto dalla coalizione”.

Secondo il ministero degli Esteri del Kuwait, le acque del Kuwait sono sotto il pieno controllo della marina kuwaitiana e ha aggiunto che non ci sono state segnalazioni di attività o movimenti sospetti.

Dal 21 marzo 2015, lo Yemen è dilaniato da una guerra civile che vede contrapporsi due fazioni. Da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, che si è alleato con il presidente yemenita destituito Ali Abdullah Saleh. Dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale, che è stato deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015. La guerra in Yemen è aggravata dalle ingerenze di due blocchi politico-militari esterni al Paese. Il primo è costituito da una coalizione arabo sunnita, guidata dall’Arabia Saudita, che combatte al fianco del presidente Abd Rabbih Mansour Hadi. Il secondo blocco è a guida iraniana e si cela dietro le milizie Houthi, sciite. L’Iran supporta gli Houthi indirettamente, attraverso l’invio nel Paese di armi avanzate e di consiglieri militari.

Sia la coalizione a guida saudita sia l’Iran mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione. Stati Uniti e Arabia Saudita, in particolare, hanno intensificato la loro opposizione nei confronti dell’Iran, dal momento che temono l’espansione di Teheran nella regione, attraverso l’ampliamento della sua presenza in Yemen e il rafforzamento delle sue relazioni con la Siria e con l’Iraq.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Mohammad Ali Jafari, generale del corpo di guardia della rivoluzione islamica iraniano. Fonte: Wikipedia.

Mohammad Ali Jafari, generale del corpo di guardia della rivoluzione islamica iraniano. Fonte: Wikipedia.

di Redazione

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