Sanzioni USA contro il Nicaragua

Pubblicato il 4 agosto 2017 alle 15:07 in America Latina America centrale e Caraibi

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Sale la tensione tra Washington e Managua dopo l’approvazione da parte della Commissione Esteri del Congresso statunitense di sanzioni economiche contro il governo sandinista del paese centroamericano, che reagisce chiedendo un indennizzo miliardario agli USA per il ruolo giocato nella guerra civile degli anni ’80.

Daniel Ortega, presidente del Nicaragua. Fonte: Wikipedia

Daniel Ortega, presidente del Nicaragua. Fonte: Wikipedia

La Commissione Esteri del Congresso di Washington ha approvato il Nica Act, un congiunto di misure sanzionatorie nei confronti del Nicaragua. Presentato dalla deputata repubblicana cubano-americana Ileana Ros-Lehtinen e dal democratico Albio Sires, il Nica Act prevede che gli Stati Uniti blocchino prestiti e transazioni in corso con Managua e che possano porre il veto su prestiti concessi da organizzazioni internazionali al paese centroamericano. Si dà inoltre mandato al Dipartimento di Stato di indagare sugli alti funzionari del governo nicaraguense coinvolti in casi di corruzione. Il Congresso dovrebbe dibattere l’approvazione definitiva dell’atto a settembre.

L’intenzione dei relatori è di mettere pressione sul governo del presidente Daniel Ortega, affinché rispetti i diritti umani, combatta la corruzione e garantisca elezioni libere, democratiche e plurali. “Finché il governo di Ortega non inizia a implementare alcune riforme, non c’è ragione per cui gli Stati Uniti debbano continuare ad appoggiare con sempre più denaro il regime di Ortega, mentre questi continua a violare i diritti umani, ignorando lo stato di diritto e perpetuando elezioni fraudolente” – ha dichiarato Ileana Ros-Lehtinen.

Immediata la reazione del governo nicaraguense. In un comunicato ufficiale la vicepresidente Rosario Murillo condanna e respinge le sanzioni varate dagli Stati Uniti definendole “un’ingerenza imperialista degli Stati Uniti in Nicaragua”. Managua ha inoltre avviato un processo presso le istituzioni giuridiche internazionali per ottenere da Washington il pagamento di un indennizzo di 17 miliardi di dollari per il ruolo giocato dagli USA nella guerra civile che insanguinò il Nicaragua negli anni ’80.

All’epoca il governo nicaraguense, presieduto dallo stesso Daniel Ortega, aveva citato gli USA alla Corte dell’Aia, che aveva riconosciuto il diritto di Managua all’indennizzo nel 1986. La Corte doveva ancora stabilire l’ammontare dei danni da pagare al Nicaragua, quando nel 1990 la presidente del paese mesoamericano, Violeta Chamorro, rinunciò a dare seguito alla causa.

Dopo la vittoria della rivoluzione sandinista, guidata dall’attuale presidente Daniel Ortega, che pose termine alla lunga dittatura della famiglia Somoza nel 1979, scoppiò nel paese una lunga guerra civile che oppose il governo rivoluzionario ad alcune bande armate finanziate da Washington conosciute come Contras. La guerra civile si concluse nel 1990 quando il governo organizzò libere elezioni, vinte dall’opposizione moderata, non coinvolta con i contras, guidata da Violeta Chamorro.

Daniel Ortega è tornato al potere nel 2007. Rosario Murillo, vicepresidente del Nicaragua, è la moglie del Presidente.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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