Venezuela: Costituente rinviata di 24 ore

Pubblicato il 3 agosto 2017 alle 15:02 in America Latina Venezuela

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Nicolás Maduro ha rinviato di 24 ore l’insediamento dell’Assemblea Costituente, mentre fuori dal Palacio Federal Legislativo, sede del parlamento, proseguono gli scontri tra forze dell’ordine, opposizione e sostenitori del governo.

Il presidente Maduro. Fonte:jis.com

Il presidente Maduro. Fonte:jis.com

“Abbiamo proposto che l’insediamento, invece che domani giovedì [oggi n.d.a], si organizzi bene, in pace e tranquillità per venerdì 4 agosto alle 11:00 della mattina” – con queste parole rivolte a 500 dei 545 eletti all’Assemblea Costituente il Presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha rinviato i lavori della controversa assemblea eletta la scorsa domenica.

Gli eletti erano stati convocati ieri sera, a sorpresa, al Poliedro, un edificio che ospita normalmente i grandi eventi sportivi e musicali che hanno luogo a Caracas. Inizialmente previsto per il 2 agosto, l’insediamento della Costituente era stato fissato per oggi, 3 agosto, alle 11.00 ora locale. Imponenti manifestazioni organizzate dall’opposizione, tuttavia, rendono impossibile l’utilizzo del Palazzo Federale Legislativo, sede ufficiale del parlamento venezuelano.

L’Assemblea Nazionale, inoltre, eletta nel 2015 e dominata dalle opposizioni, non riconosce l’Assemblea Costituente e si nega a lasciare la sede del parlamento. Le forze dell’ordine non sono riuscite a sloggiare i deputati che occupano i propri seggi, e attorno al Palacio Federal Legislativo hanno avuto luogo scontri tra sostenitori del governo e manifestanti dell’opposizione.

Maduro ha annunciato la creazione di una commissione di dialogo tra i deputati eletti alla costituente e quelli dell’assemblea nazionale, per organizzare un passaggio dei poteri e della sede parlamentare “in pace”. L’opposizione si nega a trattare con i rappresentati eletti alla Costituente, sulla cui legittimità ha espresso dubbi anche l’impresa deputata al conteggio dei voti.

La SmartMatic, impresa che ha fornito la tecnologia e gli strumenti per i calcoli dello scrutinio, ha annunciato che i dati forniti dal governo venezuelano sono errati, sottolineando come la differenza tra gli 8,1 milioni di voti contabilizzati dal governo e i voti reali sia di “almeno un milione”. La direzione della SmartMatic parla di manipolazione del voto, mentre la Commissione Nazionale Elettorale del Venezuela nega e ribadisce che i voti sono stati conteggiati in maniera corretta.

Frattanto, Maduro ha nominato un nuovo ministro degli esteri, il terzo in poco meno di due mesi, nel tentativo di rompere l’isolamento internazionale in cui si trova Caracas dopo l’elezione della Costituente. Jorge Arraza, ex vicepresidente della repubblica e genero del defunto leader Hugo Chávez, è il nuovo capo della diplomazia venezuelana.

Arraza dovrà operare in una situazione in cui, secondo quanto afferma Maduro, giustificando l’isolamento internazionale, “si sta creando una coalizione di nazioni di destra, guidata dagli Stati Uniti, per aggredire il Venezuela economicamente, politicamente e persino militarmente”.

Ad oggi, solo Cuba, Ecuador, El Salvador, Bolivia e Nicaragua hanno riconosciuto la legittimità della Costituente voluta da Maduro, che tuttavia può contare anche sul tacito appoggio di Pechino e Mosca.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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