Il generale Haftar ordina di bombardare navi italiane

Pubblicato il 3 agosto 2017 alle 21:03 in Africa Libia

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Ieri, martedì 2 agosto, il generale Khalifa Haftar, capo della Libyan National Army e sostenitore del governo di Tobruk, ha ordinato il bombardamento delle navi italiane a sostegno del primo ministro del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli.

L’annuncio è stato fatto in seguito all’arrivo di un’imbarcazione italiana, ieri, a Tripoli. La nave ha trasportato un gruppo di esperti in diversi campi, che assisteranno la marina e la Guardia Costiera libica nella lotta contro l’immigrazione illegale nelle acque libiche.

Il 26 luglio 2017, in occasione dell’incontro con il primo ministro italiano, Paolo Gentiloni, a Roma, Serraj aveva chiesto all’Italia di assistere le autorità di Tripoli nella gestione dei flussi migratori illegali. Due giorno dopo, Gentiloni ha adottato una risoluzione che prevede l’organizzazione di una missione di supporto per la Guardia Costiera libica, che è stata ratificata ieri, 2 agosto, dal Parlamento italiano. Tale mossa, tuttavia, ha provocato la reazione di numerosi attivisti libici vicini al governo di Tobruk, i quali considerano la decisione italiana “una violazione della sovranità libica”. Allo stesso modo, il 30 luglio, il colonnello Ahmed Al-Mismari, portavoce dell’esercito nazionale libico legato al governo di Tobruk, ha definito l’intervento dell’Italia in Libia come “un’ingerenza italiana nelle coste libiche”.

Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Tra il 2012 e il 2014, il Paese è giunto nuovamente sull’orlo di una guerra civile. Lo scontro tra le principali fazioni ha dato vita a due governi rivali, uno a Tobruk e l’altro a Tripoli. Nel dicembre 2015, nella città marocchina di Skhirat, si è svolto un incontro segreto per cercare di trovare una soluzione comune che ponesse fine alla crisi libica, ed è stato poi creato il Governo di Accordo Nazionale (GNA), capeggiato da Fayez Serraj. Questo nuovo governo avrebbe dovuto unificare la Libia, rendendo più efficace la lotta contro le milizie islamiste legate all’Isis. Tuttavia, il governo di Tobruk si è rifiutato di riconoscere l’autorità del Governo di Accordo Nazionale, il quale si è insediato a Tripoli nel marzo 2016.

Tale situazione di instabilità ha facilitato le attività dei trafficanti di esseri umani tanto che, nel 2016, la Libia è stata il Paese nordafricano dal quale è partito il maggior numero di imbarcazioni di migranti alla volta dell’Europa. Dal momento che l’Italia è lo Stato europeo che sta accogliendo il maggior numero di migranti che arrivano via mare, lo scorso 4 febbraio, Roma ha firmato un patto sull’immigrazione con il governo di Tripoli, stanziando 200 milioni di euro per avviare la collaborazione tra i due Paesi, con l’obiettivo di scoraggiare l’immigrazione clandestina e rimandare i migranti irregolari nei loro Stati di provenienza entro una settimana dopo il loro fermo. La nuova risoluzione di Gentiloni costituisce un ulteriore sforzo da parte del nostro Paese per assistere la Libia e cercare di meglio gestire la crisi dei flussi migratori nel Mediterraneo.

Sofia Cecinini

Generale Khalifa Haftar. Fonte: en.libyaschannel.com

Generale Khalifa Haftar. Fonte: en.libyaschannel.com

di Redazione

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