Pakistan: Shahid Khaqan Abbasi è il nuovo premier

Pubblicato il 2 agosto 2017 alle 15:01 in Asia Pakistan

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Shahid Khaqan Abbasi è il nuovo primo ministro del Pakistan.

Il Parlamento di Islamabad ha votato ieri, martedì primo agosto, in seguito alla condanna all’interdizione del precedente premier, Nawaz Sharif, il 28 luglio, da parte della Corte Suprema pakistana per via dello scandalo dei Panama Papers. Secondo quanto emerso dai documenti dell’inchiesta internazionale, la famiglia di Sharif aveva avuto rapporti con alcune aziende del Paese che trasferiscono i fondi all’estero. Nello specifico, l’opinione pubblica pakistana aveva criticato l’acquisto da parte di Sharif di alcune proprietà immobiliari in Inghilterra. Nonostante l’opposizione avesse accusato più volte l’ex premier di evasione fiscale, spingendolo a lasciare la propria carica, Sharif non si era mai dimesso, restando primo ministro per tre mandati, l’ultimo dei quali iniziato nel 2013.

Abbasi, ex ministro del petrolio, appartiene al Partito di maggioranza pakistano, Pakistan Muslim League (PML-N), ed è stato eletto dai membri dell’Assemblea Nazionale, una delle due camere del Parlamento. Dopo il giuramento di ieri sera, Abbasi formerà il suo nuovo gabinetto che, secondo l’opinione pubblica, dovrebbe essere quasi identico a quello del primo ministro uscente. Durante il discorso effettuato subito dopo l’elezione, Abbasi ha riferito: “Nel giro di quattro giorni abbiamo visto il Pakistan ritornare sui binari della democrazia. Anche se starò in carica per 45 ore o 45 giorni, sarò il nuovo primo ministro del nostro Paese e sono qui per fare ciò che deve essere fatto, non per tenere caldo il posto”.

Fin dalla nomina a nuovo premier, l’opposizione politica ha sollevato una protesta, affermando che anche Abbasi presenta accuse di corruzione legate alla mal gestione di alcuni contratti del gas liquefatto naturale (LNG), dal valore di circa 2 miliardi di dollari nel 2015, quando era già ministro del petrolio. Tuttavia, secondo quanto riportato dal quotidiano pakistano Dawn, tale caso è stato chiuso il 19 dicembre 2016 dalla National Acooutability Bureau (NAB).

Oltre alla presenza dei talebani e degli altri gruppi armati che minacciano la sicurezza del Paese, il Pakistan è attraversato da una profonda corruzione politica, la quale costituisce un ostacolo significativo anche per l’economia locale. In un articolo pubblicato su Foreign Affairs, Sayed Fazl-e-Haider spiega che sono stati gli avvocati a far dimettere Sharif, e non i generali. Ciò, a suo avviso, dimostra che il Pakistan sta adottando un sistema di controllo efficace contro i propri governanti corrotti. Il verdetto della Corte segna quindi il nuovo inizio di un processo di verifica delle responsabilità dei politici che andrà sicuramente a giovare sul processo di democratizzazione del Paese.

Sofia Cecinini

Shahid Khaqan Abbasi. Fonte: Youtube

Shahid Khaqan Abbasi. Fonte: Youtube

di Redazione

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