Mar Cinese Meridionale: le Filippine mediano tra Cina e Asean

Pubblicato il 2 agosto 2017 alle 5:55 in Asia Filippine

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Il Mar Cinese Meridionale e la sovranità delle sue acque rappresentano una questione spinosa e sempre aperta per i paesi del Sud-Est Asiatico, soprattutto nei confronti della Cina e delle sue operazioni militari nelle acque su cui rivendica la sovranità. La sigla di un accordo quadro tra Cina e ASEAN è alle porte, grazie alla mediazione e alla presidenza di turno delle Filippine nel 2017, secondo l’Osservatorio sulla Politica Internazionale cinese, Guancha.

Il 5 agosto i Ministri degli Esteri dei paesi membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico si riuniranno a Manila, nelle Filippine, per discutere delle più incombenti questioni di sicurezza e diplomazia della loro regione.

Uno dei temi più importanti all’ordine del giorno è quello della gestione delle acque contese del Mar Cinese Meridionale. Si tratta di una zona acquatica particolarmente ricca di giacimenti di gas naturale e di minerali. Rappresenta altresì l’area di passaggio di moltissime rotte commerciali, su cui transitano ogni anno circa 5 trilioni di dollari di merci. Per queste ragioni tutti gli stati del Pacifico adiacenti rivendicano la sovranità su una o l’altra porzione di acque e di isole, oltre alla Cina ci sono il Brunei, le Filippine, il Vietnam, la Malesia e Taiwan. Gli Stati Uniti, per le stesse motivazioni, si preoccupano invece che il Mar Cinese Meridionale mantenga lo status di acque internazionali e venga preservata la libertà di sorvolo e di navigazione nell’area.

La Cina negli ultimi anni ha portato avanti una vera e propria militarizzazione delle isole e isolotti artificiali nelle zone del Mar Cinese Meridionali che considera sotto la sua sovranità nazionale, destando preoccupazione da parte degli altri paesi che si affacciano sulla stessa porzione di mare. I Ministri degli Esteri dei paesi dell’ASEAN stanno preparando un dichiarazione congiunta in merito alla gestione delle acque contese che si prevede sarà meno dura nei confronti delle operazioni della Cina di quanto ci si aspettasse. Secondo quanto riporta l’osservatorio cinese Guancha, la dichiarazione congiunta dell’ASEAN non esprime preoccupazione per la “militarizzazione cinese” delle acque contese e anzi, promuove la conclusione dei negoziati Cina-ASEAN per l’accordo quadro sugli standard di azione per il Mar Cinese Meridionale.

Nel mese di aprile 2017, i termini usati dal presidente dell’ASEAN nei confronti della Cina erano state diverse. I paesi del Sud-Est Asiatico avevano espresso “estrema preoccupazione per l’escalation di operazioni cinesi” e avevano parlato di “violazione di sovranità del Mar Cinese Meridionale e promozione della militarizzazione”, definizioni che non appaiono nella nuova dichiarazione, che verrà approvata il 5 agosto.

La ragione di questo cambiamento di approccio nei confronti di Pechino è da ricercarsi nella politica estera del presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, secondo Guancha. Duterte è in carica da un anno e sta lentamente modificando l’assetto diplomatico del suo paese, sotto l’egida dello slogan “una diplomazia indipendente”, avvicinandosi sempre di più a Pechino e cercando di prendere le distanze da Washington, alleato storico delle Filippine.

Le Filippine detengono la presidenza di turno per il 2017 dell’ASEAN, dunque, secondo l’Osservatorio cinese Guancha, il cambio di tono dell’Associazione nei confronti della Cina riflette quello del presidente delle Filippine. Duterte ha deciso di non sollevare, nel vertice di ASEAN di Aprile, la questione dell’arbitraggio internazionale che il precedente governo delle Filippine aveva vinto contro la Cina, proprio in merito alla sovranità su una porzione di acque del Mar Cinese Meridionale. Rodrigo Duterte ha deciso di lasciar decadere la vittoria attribuita alle Filippine dalla Corte dell’Aia, per continuare la sua politica di avvicinamento a Pechino, che non aveva mai accettato la legittimità del pronunciamento della Corte.

Il Ministro degli Esteri delle Filippine ha annunciato il 31 luglio che durante l’incontro Cina-Asean del 6 agosto prossimo è probabile che si giunga alla sigla dell’accordo quadro sul Mar Cinese Meridionale. Si tratta di una sorta di codice di condotta condiviso che setta gli standard per le operazioni dei paesi limitrofi sulle acque contese. La sigla dell’accordo viene considerata dalle Filippine come il risultato più importante ottenuto durante la presidenza di turno dell’ASEAN.

Il presidente delle Filippine non si è limitato a lavorare per la sigla dell’accordo quadro con la Cina, ma ha anche annunciato la possibilità dell’avvio di operazioni congiunte sino-filippine di esplorazione per la ricerca di giacimenti di petrolio nel Mar Cinese Meridionale, durante il suo discorso al parlamento del 24 luglio 2017. Duterte ha pronunciato il discorso sullo stato del paese a un anno dalla sua entrata in carica, nel luglio 2016.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

di Redazione

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