UNICEF: aumentano i migranti bambini non accompagnati

Pubblicato il 1 agosto 2017 alle 21:01 in Africa Immigrazione

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Sono sempre di più i minori africani che, ogni anno, decidono di lasciare da soli i propri Paesi di origine.

È quanto emerge da un nuovo studio commissionato dall’UNICEF e portato avanti da REACH, il quale rivela che la maggioranza dei migranti bambini africani sono stati vittima di abusi e che, molti di quelli che raggiungono la Libia, rimanendo traumatizzati dalla situazione del Paese, decidono di imbarcarsi pericolosamente alla volta dell’Europa. Il 75% dei bambini rifugiati che sono stati intervistati in Italia nell’ambito del progetto ha rivelato di essersi voluto imbarcare di propria iniziativa. Dalle interviste è emerso che una bambina su cinque decide di lasciare il proprio Paese per sottrarsi ai matrimoni forzati in età minorile. In ogni caso, una volta andati via da casa, questi minori impiegano mediamente due anni per arrivare in Europa.

Secondo quanto riportato dall’UNICEF, nel 2017, circa 7 milioni di bambini attraverseranno i confini dei Paesi dell’Africa centrale e occidentale. Molti di loro raggiungeranno la Libia e cercheranno di imbarcarsi per l’Europa, mentre molti altri continueranno a spostarsi nell’Africa sub-sahariana.

Alla luce di questa situazione, l’UNICEF sta elaborando la Agenda for Action, un piano in sei punti che metterà i bambini al centro dei dibattiti internazionali sull’immigrazione, in modo da stimolare i governi a costruire un sistema che salvaguardi in modo più efficace i minori. I sei punti prevedono:

  1. Una maggiore protezione per i bambini vittima di violenze;
  2. La creazione di centri di accoglienza alternativi per porre fine alle detenzioni forzate dei minori in Libia;
  3. Cercare di mantenere unite le famiglie di migranti, conferendo uno status legale ai bambini;
  4. Provvedere alla cura e all’educazione dei bambini migranti;
  5. Cercare sostenere i Paesi di origine dal quale i bambini scappano;
  6. Combattere la xenofobia.

L’UNICEF individua le cause di tale fenomeno nell’inadeguatezza delle leggi e delle politiche nazionali e internazionali a tutela dei bambini. Ciò espone sempre più minori al pericolo dei traffici di esseri umani. Tutti gli Stati del mondo, quindi, sono chiamati a impegnarsi di più nella salvaguardia dei migranti bambini, sia all’interno dei propri territori, sia all’esterno, senza fare alcuna eccezione.

REACH è un’iniziativa che è stata stabilita nel 2008 congiuntamente dalla FAO, dall’UNICEF, dal World Food Programme e dalla World Health Organization (WHO), per assistere i governi dei Paesi che presentano un alto numero di bambini vittima di malnutrizione.

Sofia Cecinini

Bambine africane. Fonte: Pixabay

Bambine africane. Fonte: Pixabay

di Redazione

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