Corea del Nord: il dilemma di Moon Jae-in

Pubblicato il 1 agosto 2017 alle 4:55 in Asia Corea del Sud

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La Corea del Nord ha testato un nuovo missile balistico intercontinentale, il 28 luglio, il secondo in un mese, dopo quello del 4 luglio. Le continue provocazioni di Pyongyang nei confronti della comunità internazionale e le sue violazioni ripetute delle risoluzioni delle Nazioni Unite mettono in una posizione difficile il neo eletto presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in.

Moon Jae-in è entrato in carica con le elezioni del 9 maggio, in seguito all’impeachment della precedente leader di Seoul, Park Geun-hye, e ha portato con sé un’idea del rapporto con la Corea del Nord basata sul dialogo e sulla non belligeranza. Il presidente Moon ha anche sospeso temporaneamente l’installazione del THAAD, lo scudo di difesa anti-missile statunitense voluto dalla precedente amministrazione e osteggiato dalla Cina. Moon Jae-in si era detto promotore di un approccio che è simile alla “ricetta” della Cina per la risoluzione della questione nordcoreana: combinare pressione e dialogo con i paesi vicini per denuclearizzare il Nord e ridurre le tensioni. Pechino ha proposto un “doppio stop” ai test nucleari di Pyongyang da un lato e alle esercitazioni militari tra Stati Uniti e Corea del Sud che vengono percepite come preparativi di invasione da parte del dittatore nord coreano Kim Jong-un.

Il missile lanciato il 28 luglio ha chiuso la porta che Moon Jae-in aveva tentato di aprire il 17 luglio, quando aveva chiesto a Pyongyang di tenere due incontri diplomatici sulla linea di confine per cercare un accordo sulle questioni umanitarie e provare ad alleviare le tensioni militari.

Sono in molti in Corea del Sud a disapprovare la politica del nuovo presidente. I critici di Moon Jae-in affermano che il suo tentativo di apertura possa indebolire il fronte unito nella comunità internazionale e ridurre le possibilità di mettere alle strette Kim Jong-un.

I sostenitori del presidente sostengono invece che una relazione conflittuale tra il Nord e il Sud della penisola coreana non possa portare a risultati tangibili per risolvere la questione del nucleare.

Il test di lancio avvenuto nella notte di venerdì 28 luglio era inatteso. La comunità internazionale si aspettava, invece, l’arrivo di provocazioni giovedì 27 luglio, in occasione dell’anniversario della sigla dell’Armistizio che ha posto fine alla Guerra di Corea del 1950-53. Secondo alcuni analisti della Corea del Sud, le provocazioni di Pyongyang costringeranno Moon Jae-in a modificare il suo approccio e lo porteranno ad allontanarsi dalla sua idea di apertura e dialogo con il vicino del Nord, Kim Jong-un.

“L’ultimo test ha confermato la belligeranza del leader della Corea del Nord. Ha mostrato di essere determinato nel voler affrontare la Corea del Sud e gli Stati Uniti”, ha dichiarato Cheong Seong-chang, ricercatore del Sejong Institute di Seoul.

La Corea del Nord ha posto il presidente Moon Jae-in in una posizione delicata. Di fronte all’ennesima provocazione non può continuare a sostenere il dialogo sulle sanzioni. “Non cambieremo il principio di base del governo di cercare dialogo e sanzioni contemporaneamente”, ha affermato un ufficiale governativo di Seoul, “ma per il momento ci concentreremo sulle sanzioni e sulla pressione”. È implicito che i tentativi di dialogo verranno messi da parte, almeno nel breve periodo.

Subito dopo il test del 28 luglio, il presidente Moon ha dichiarato che la Corea del Nord si sta avvicinando alla soglia di una “linea rossa” e che prenderà in considerazione l’ipotesi di nuove sanzioni anche unilaterali. Nel 2016, la Corea del Sud ha approvato due pacchetti di sanzioni unilaterali nei confronti di Pyongyang.

Secondo gli analisti sudcoreani, la Corea del Nord continuerà ad aumentare le tensioni fino ad agosto, quando è prevista l’esercitazione militare congiunta annuale tra Stati Uniti e Corea del Sud. Si tratta di attività difensive che Pyongyang legge come preparativi di invasione.

Ilaria Tipà

Moon Jae-In, candidato preferenziale del Partito Democratico alle elezioni presidenziali in Corea del Sud del 9 Maggio 2017

Moon Jae-In, presidente della Corea del Sud dal 9 Maggio 2017

di Redazione

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