Crisi del Golfo: le condizioni per il dialogo

Pubblicato il 31 luglio 2017 alle 13:03 in Medio Oriente Qatar

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Sabato 29 e domenica 30 luglio, nella capitale del Bahrein, Manama, si sono tenuti due incontri tra i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto per discutere gli sviluppi della crisi del Golfo.

Durante gli incontri, i quattro Paesi hanno rafforzato il loro impegno nella realizzazione dei punti già concordati durante la loro ultima riunione, che si è tenuta al Cairo il 5 luglio 2017. A Manama i quattro Paesi, che il 5 giugno 2017 hanno imposto un embargo al Qatar, hanno ribadito il loro impegno nella consultazione continua e nel coordinamento congiunto affinché il Qatar smetta di sostenere l’estremismo e il terrorismo e non interferisca più nelle questioni interne dei Paesi della regione.

Durante la conferenza stampa che si è tenuta dopo la conclusione degli incontri, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno sottolineato che non ritireranno la lista delle richieste inviata al Qatar il 23 giugno 2017. Inoltre, i quattro Paesi hanno affermato di essere pronti “al dialogo con il Qatar se il Paese esprimerà il desiderio di realizzare le loro richieste”.

Il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed bin Mohammed Al Khalifa, ha riferito che la posizione dei quattro Paesi è unita e ferma e nasce dalla preoccupazione per la sicurezza della regione. Inoltre, ha affermato che l’unica mediazione riconosciuta dai quattro Paesi è quella del Kuwait.

Il ministro degli Esteri emiratino, Abdullah bin Zayed, ha accusato Doha di essere responsabile di ogni danno subito dai cittadini del Qatar a causa della crisi del Golfo. Inoltre, ha ribadito l’intenzione dei quattro Paesi di porre fine alla crisi il più presto possibile.

Il Qatar ha reagito duramente, rifiutando le condizioni imposte dai Paesi dell’embargo per avviare il dialogo, in particolare, l’accettazione delle 13 richieste inviate al Paese il 23 giugno 2017, che il Qatar reputa in contrasto con il principio di sovranità nazionale.

Fin dall’inizio della crisi del Golfo, il 5 giugno 2017, il Qatar ha sempre respinto l’accusa di sostenere il terrorismo. L’11 luglio 2017, durante la visita a Doha del Segretario di Stato americano, John Kerry, Qatar e Stati Uniti hanno firmato un memorandum d’intesa che pone le basi per la cooperazione dei due Paesi nella lotta al terrorismo. Secondo quanto affermato dal ministro degli esteri qatarino e dal segretario di Stato americano, il Qatar è stato il primo Paese a firmare un programma esecutivo con gli Stati Uniti per combattere il finanziamento del terrorismo e a rispondere alle richieste del vertice di Riyad del maggio 2017.

Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni di alcuni governanti sauditi ed emiratini, la vera ragione dell’embargo sembra essere i buoni rapporti che il Qatar intrattiene con l’Iran, il più grande nemico dell’Arabia Saudita. Una delle 13 richieste che i quattro Paesi hanno rivolto al Qatar è proprio l’interruzione dei rapporti tra Qatar e Iran.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

Tamim bin Hamad al-Thani, Emiro del Qatar. Foto di Chuck Hagel (11 aprile 2014)

Tamim bin Hamad al-Thani, Emiro del Qatar. Foto di Chuck Hagel (11 aprile 2014)

di Redazione

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