Siria: il bilancio dello stato maggiore russo

Pubblicato il 30 luglio 2017 alle 5:06 in Russia Siria

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Lo stato maggiore russo presenta il bilancio dell’ultimo mese di operazioni in Siria sottolineando l’importanza delle forze russe per l’esercito di Assad e della presenza di Mosca nelle zone di de-escalation per garantire il cessate il fuoco.

La Siria: in celeste le città controllate dalla Russia, in viola quelle controllate dalla coalizione a guida USA

La Siria: in celeste le città controllate dalla Russia, in viola quelle controllate dalla coalizione a guida USA. Fonte: RIANovosti

La polizia militare russa dispiegata nelle zone di de-escalation, nuovi posti di blocco e punti d’osservazione sono necessari a garantire il cessate il fuoco e ad avviare una generale cessazione delle ostilità – ha affermato alla stampa il Direttore del Comando Operazioni Speciali dello Stato Maggiore della Federazione russa, Sergej Rudskoj.

Grazie alle misure attuate dalla Federazione russa si è riusciti a fermare le ostilità in due importanti regioni siriane e le forze governative hanno compiuto significativi progressi nella guerra contro le milizie ribelli. Oggi l’esercito siriano controlla un’area quattro volte superiore a quella che controllava prima dell’intervento russo, e un’importate operazione contro i terroristi è tuttora in corso.

Ad Astana – ha aggiunto Rudskoj – è stato raggiunto un accordo per istituire nuove zone di de-escalation a nord della città di Homs e nella zona orientale della Ghuta, l’oasi alle porte di Damasco. Proseguono inoltre i colloqui per creare un’altra zona di de-escalation nella provincia di Idlib. A queste bisogna aggiungere il cessate il fuoco imposto da Russia, Stati Uniti e Giordania nel sud-ovest del paese, nelle provincie di Deraa, Quneitra e Es-Suwayda.

Rudskoj ha spiegato le misure adottate dallo stato maggiore russo per assicurare il rispetto del cessate il fuoco. Tra il 21 e il 22 luglio scorsi la polizia militare della Federazione ha creato, in accordo con il governo siriano, gli USA e la Giordania, due posti di blocco e dieci posti di osservazione nella zona di de-escalation della Siria sud-occidentale.

“Voglio sottolineare – ha affermato l’alto ufficiale russo – che il posto d’osservazione piu vicino si trova a 13 Km dalla terra di nessuno che separa Siria e Israele nei pressi delle alture del Golan. Questo aiuterà a mantenere il cessate il fuoco, a facilitare l’accesso senza ostacoli di aiuti umanitari, a garantire il ritorno dei rifugiati e degli sfollati interni”.

Rudskoj ha spiegato che, grazie alla mediazione egiziana, le forze russe hanno raggiunto un accordo con l’opposizione siriana moderata per garantire il cessate il fuoco nella Ghuta orientale, dove Mosca ha piazzato due posti di blocco e quattro punti di osservazione.

“Così, grazie alle misure adottate dalla Federazione russa si è riusciti a fermare i combattimenti in due delle aree più importanti della Siria” – ha sottolineato il Generale, aggiungendo che, secondo i dati in possesso di Mosca, le violazioni del cessate il fuoco si sono dimezzate rispetto al mese di giugno, il che ha permesso al Centro russo per la riconciliazione a intensificare gli sforzi per raggiungere ad una pace generalizzata.

Mosca – secondo lo Stato maggiore – ha raggiunto accordi con 2043 città e villaggi per l’applicazione di tregue e cessate il fuoco, e sono 228 i gruppi armati che hanno finora aderito alla cessazione delle ostilità.

Ciò ha consentito la consegna di 159 tonnellate di cibo alla popolazione nell’ultimo mese da parte russa, mentre grazie al gruppo di trasporto aereo russo di stanza in Siria le Nazioni Unite hanno consegnato 475 tonnellate di cibo.

Rudskoj ha sottolineato nel suo intervento i successi dell’esercito siriano. “L’introduzione della cessazione delle ostilità e la creazione di zone di de-escalation in Siria hanno permesso alle truppe governative di liberare alcune aree sotto il controllo delle milizie, di soccorrere unità isolate e, grazie al supporto tecnico della Russia hanno compiuto notevoli progressi nella lotta contro i gruppi terroristici; l’area sotto controllo governativo è passata da 19,2 a 74,5 chilometri quadrati dopo l’intervento russo” – ha dichiarato il generale.

Lo Stato maggiore russo ha analizzato l’offensiva in corso nel nord-est della provincia di Aleppo contro l’ISIS. Dal 1 giugno, inizio dell’operazione dell’esercito governativo con supporto russo, sono stati conquistati 55 insediamenti, tra cui le città di Rasafa e Dalha, per un totale di 2400 chilometri quadrati.

Nella zona di Palmyra unità dell’esercito governativo hanno portato l’offensiva da nord-ovest verso est e sud-est, partendo dal villaggio di Arak, di cui Rudskoj ha sottolineato l’importanza strategica, le truppe siriane avanzano in una regione ricca di campi petroliferi e di riserve di gas. Il più grande complesso di distribuzione del gas del paese è stato riconquistato dall’esercito di Assad, che continua ad avanzare verso la città di Deir-es-Zor.

Il governo siriano – ha concluso Rudskoj – sta inoltre recuperando il controllo delle proprie frontiere: 150 Km degli oltre 600 al confine siro-iracheno e 211 Km dei 375 che separano Siria e Giordania. Alla frontiera siro-irachena ai 4 posti di controllo siriani se ne aggiungono 22 russi al fine di ridurre la possibilità di infiltrazioni dell’ISIS.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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