Informazione come manipolazione

Pubblicato il 30 luglio 2017 alle 2:57 in Il commento

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Nemo intero 1

Il sito d’informazione The New Arab è uno dei più interessanti sul mondo arabo. Come ogni sito che si rispetti, ha le proprie simpatie politiche ed è importante conoscerle per assumere un atteggiamento più critico e consapevole verso il mondo dell’informazione araba.

Al-Arabiya ha sede nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, ma è di proprietà saudita. I suoi articoli rappresentano sempre il punto di vista dei regnanti sauditi, contro cui i giornalisti di Al-Arabiya non si permettono di sollevare la benché minima critica giacché l’Arabia Saudita non è un paese libero. Le critiche contro i regnanti vengono duramente punite. I regnanti sauditi non tollerano di essere criticati e non tollerano nemmeno la libertà di informazione, se questa mette in luce i loro limiti. A conferma di ciò, hanno chiesto al Qatar di chiudere l’emittente al-Jazeera, accusata di non essere schierata dalla loro parte. Ovviamente, i governanti sauditi hanno oscurato al-Jazeera nel loro regno.

L’emittente al Jazeera, invece, è schierata in difesa del governo del Qatar. La sua sede si trova proprio a Doha, capitale di quel regno piccolo e ricchissimo. Al lettore comune è difficile riconoscere la faziosità di queste emittenti perché i giornalisti di al Arabiya o di al Jazeera sono di alto o altissimo livello. Come tali, hanno tutti gli strumenti culturali per trarre in inganno coloro che dispongono di un bagaglio culturale povero o, comunque, meno ricco del loro. Nel regno della politica, la cultura è come un’arma. Chi è più armato riesce a prevalere su chi lo è meno. Nel mondo dell’informazione, condurre una guerra culturale significa spingere i lettori o i telespettatori verso la propria parte politica, senza che il pubblico se ne accorga. Molte persone si ritrovano a disprezzare il Qatar, l’Arabia Saudita o l’Iran senza sottoporre al vaglio della ragione la causa da cui scaturisce il disprezzo. “L’Iran è intrinsecamente malvagio”, tuonerebbe un sostenitore di Trump. I lettori più “armati”, invece, chiedono ai Paesi accusatori di esibire le prove della malvagità dei Paesi nemici. Per un lettore, con molte armi culturali, la malvagità di un Paese straniero resta presunta fino a quando non è dimostrata da prove certe. I lettori più maturi amano i siti di informazione liberi perché vogliono ascoltare sia le ragioni dell’Iran sia quelle degli Stati Uniti.

Veniamo ora alle tendenze politiche del sito di The New Arab. Il sito si  descrive come una fonte libera e imparziale, proprio come fanno al Jazeera e al Arabiya. Eppure, leggendo gli articoli attraverso un filtro sociologico, appare evidente che The New Arab è schierato in difesa del Qatar. La tecnica che utilizza è raffinata e richiede l’intervento degli studiosi per essere svelata. Anziché scrivere articoli apologetici verso il Qatar, The New Arab attacca i Paesi che sono in cattivi rapporti con il Qatar. In questo modo, il lettore comune, che non ha una visione chiara delle relazioni politiche tra gli Stati del Medio Oriente, non riesce a comprendere le simpatie politiche del sito che sta leggendo. Ieri, The New Arab ha pubblicato un articolo di forte denuncia contro la polizia egiziana, accusata di utilizzare la tortura contro i cittadini egiziani e stranieri in modo brutale. Anche alla luce del caso Regeni, la denuncia di The New Arab è giusta e condivisibile, tant’è vero che Sicurezza internazionale l’ha rilanciata. Tuttavia, è importante sapere che il presidente dell’Egitto è tra coloro che stanno guidando l’attacco diplomatico contro il Qatar. Ecco svelato il trucco: l’Egitto attacca il Qatar, ma il sito The New Arab, anziché difendere apertamente il Qatar, attacca continuamente il presidente dell’Egitto senza dargli la possibilità di replicare.
La differenza tra una società chiusa e una società aperta è che la prima fa informazione mentre la seconda può fare informazione sull’informazione. Non sempre lo fa, ma almeno può farlo.

In conclusione, al-Jazeera, al-Arabiya e The New Arab sono siti di informazione molto importanti. Chiunque si occupi di Medio Oriente è tenuto a leggerli. L’importante è leggere in modo critico e consapevole.

di Alessandro Orsini

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