La Libia non è un paese per giornalisti

Pubblicato il 29 luglio 2017 alle 0:03 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo libico di al-Sarraj, nato sotto l’egida dell’Onu, è accusato di tollerare le aggressioni contro i membri delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Le milizie protagoniste delle violenze – secondo quanto denuncia Human Rights Watch – sarebbero legate proprio al governo di al-Sarraj. Numerosi attivisti sono stati detenuti, minacciati, aggrediti e abusati sessualmente. Molti di loro sono scomparsi nella città di Tripoli e in altre città della Libia occidentale. Sarah Leah Whitson, tra i massimi responsabili di Human Rights Watch ha indirizzato parole molto dirette verso al-Sarraj: “Il governo di accordo nazionale dovrebbe bloccare i gruppi armati, soprattutto quelli da cui è sostenuto”.

Le milizie, che operano nella parte occidentale di Tripoli, svolgono un ruolo molto ambiguo e contraddittorio. Da una parte, controllano i posti blocco, gestiscono prigioni e assumono le funzioni della polizia di quartiere; dall’altra, sono coinvolti in attività criminali, incluso lo spaccio di droga, l’estorsione e persino gli omicidi. Il 24 febbraio 2015, il corpo di Intissar al-Hassaeri, una attivista politica, tra le fondatrici del movimento sociale Tanweer, è stata trovata morta a Tripoli insieme con un’altra attivista. Entrambi i corpi sono stati trovati nel portabagagli di un auto. Le indagini sono tutt’ora in corso. Secondo il report annuale del Centro libico per la libertà di stampa, un gruppo di 150 membri che difende la libertà di informazione, i gruppi armati libici hanno attaccato 107 operatori nel campo dei media nel 2016. I giornalisti uccisi nel 2016 sono stati due. Quelli uccisi dal 2014 a oggi sono 7. Tali dati riguardano tutta la Libia e non soltanto l’area di Tripoli.

531C44BF-E3B5-42C0-AA79-B60305598666-208-000000B5AF62FCBC

 

di Alessandro Orsini

Articoli correlati

Africa Libia

Libia: Salamé presenta l’emendamento dell’accordo di Skhirat

L’inviato dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, a margine della 72esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, ha presentato un “piano d’azione”, che propone la modifica dell’accordo di Skhirat

Africa Etiopia

Etiopia: scontri nell’est del Paese hanno prodotto 50,000 sfollati

Gli scontri nell’est dell’Etiopia, ai confini tra la regione di Oromia e di Somali, hanno prodotto circa 50,000 sfollati, i quali sono stati costretti ad abbandonare le proprie case per sottrarsi alle violenze che, nel corso della settimana passata, hanno causato la morte di almeno 50 persone

Immigrazione Niger

Niger: i cacciatori di migranti dell’Europa

Il Niger è sempre stato un Paese di transito per i flussi migratori provenienti dall’Africa occidentale e diretti verso la Libia e l’Algeria. In particolare, l’instabilità politica, sociale ed economica che caratterizza il Paese africano da quasi sessant’anni ha contribuito favorire le attività dei trafficanti di esseri umani

Africa Libia

Libia: chiuso un condotto per il trasporto del petrolio verso Tripoli

Un gruppo armato ha chiuso un condotto di una stazione petrolifera che trasporta il carburante dal porto di Zawiya verso Tripoli, fermando in tal modo il pompaggio di carburante verso la capitale

Africa Egitto

Egitto: Al-Sisi incontra Netanyahu e Abbas

Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, ha incontrato il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, in due incontri separati a New York per discutere i modi per rilanciare il processo di pace in Medio Oriente

Europa Libia

Operazione Sophia: 83 ufficiali della marina libica giunti in Italia

83 ufficiali della Guardia Costiera libica sono giunti in Italia per ricevere un corso di addestramento nell’ambito dell’EUNAVFOR Med Operazione Sophia


Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.