Come corrompere l’America Latina: parla l’avvocato di Odebrecht

Pubblicato il 28 luglio 2017 alle 14:01 in America Latina Brasile

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Arrestato in Spagna per il ruolo giocato nella trama di corruttele, Rodrigo Tacla, avvocato dell’impresa edile brasiliana Odebrecht, al centro dello scandalo di corruzione e riciclaggio di denaro che coinvolge la classe politica dell’intera America Latina, svela al quotidiano spagnolo El País come funzionava la rete tangentizia.

Odebrecht. Fonte: BBC

Odebrecht. Fonte: Wikipedia

Campagne elettorali, regali, feste, prostitute… tutto valeva per ingraziarsi il politico di turno, in cambio l’impresa brasiliana Odebrecht riceveva contratti pubblici e appalti, crescendo fino ad impiegare 168.000 persone in 28 diversi paesi. Come funzionava la rete di corruttele che coinvolge i governi di almeno 15 paesi, lo spiega Rodrigo Tacla, avvocato ispano-brasiliano dell’azienda, al quotidiano El País. Tacla al momento ai domiciliari nei pressi di Madrid, sta collaborando con la giustizia spagnola e con quella statunitense, mentre il Brasile ne reclama l’estradizione.

Si iniziava dalla campagna elettorale. Odebrecht assumeva le spese di marketing elettorale del candidato, in accordo con João Santana, direttore della campagna elettorale dell’ex presidente del Brasile Dilma Rousseff e capo di un’azienda pubblicitaria di successo. La giustizia colombiana ha provato, ad esempio, finanziamenti illeciti alla campagna del presidente Juan Manuel Santos; in Brasile si indaga sulle dichiarazioni della moglie di Santana, che ha spiegato come è stata finanziata la campagna del presidente angolano José Eduardo dos Santos.

Una volta al potere, il politico inseriva nel programma di governo le opere che interessavano alla Odebrecht. L’azienda forniva consigli anche su come farsi finanziare l’opera dalle istituzioni internazionali come la Banca Mondiale o la Banca Interamericana di Sviluppo.

“Odebrecht ha corrotto così più di mille persone, oltre cinquecento solo in Brasile, e tenete bene a mente che vi sono nomi che ancora non sono usciti” ha dichiarato Rodrigo Tacla.

L’azienda inoltre organizzava feste, mandando prostitute dal Brasile per serate con i politici di Panama e della Repubblica Dominicana. “Era al contempo un modo per ringraziare e per garantirsi un’arma di ricatto” – spiega Tacla, che non fa i nomi dei politici coinvolti, ma sottolinea come il presidente dominicano Danilo Medina sia molto legato all’impresa brasiliana. 

Odebrecht nel 2016 ha pagato una multa di 2,2 miliardi di euro ai governi di Stati Uniti, Brasile e Svizzera per poter continuare a partecipare ad appalti pubblici, riconoscendo di aver corrotto funzionari governativi e politici di 12 paesi. Nel corso delle indagini, tuttavia, sono stati scoperte trame in altri paesi, come la già citata Angola, il Mozambico e il Cile, che non rientrano nei 12 ammessi da Odebrecht. “Ve ne sono altri – accusa Tacla – a gennaio 2016, ad esempio, sono stati versati tre milioni di euro a Gaston Browne, primo ministro di Antigua e Barbuda, affinché non comunicasse alla giustizia brasiliana i movimenti della Meinl Bank, istituto creditizio delle isole acquistato dalla Odebrecht e che funzionava come cassa-tangenti”. In totale Odebrecht gestiva oltre cento conti correnti in paradisi fiscali.

La Meinl Bank serviva a muovere fondi neri e a riciclare denaro sporco tramite movimenti con un’altra banca, la Banca Privada de Andorra, chiusa nel 2015 dalle autorità andorrane per corruzione e illeciti finanziari. L’istituto andorrano era incaricato di effettuare i pagamenti finali. Le dichiarazione di Tacla trovano riscontri: il Presidente di Panama, Juan Carlos Varela, – ad esempio – ha ammesso di aver ricevuto contributi per la campagna elettorale dalla Banca Privada de Andorra, e il suo ufficio stampa ha dichiarato che sta collaborando con la procura generale panamense.

Sarebbero inoltre maggiori le quantità di denaro versato a politici e funzionari rispetto a quelle ammesse dall’impresa. 303 milioni di euro in Brasile, secondo Odebrecht, almeno 130 milioni l’anno tra il 2001 e il 2015 secondo Tacla. “Non conosco i casi di Colombia, Argentina, Guatemala e altri paesi, ma in Colombia Odebrecht ha ammesso tangenti per 43 milioni, è impossibile che l’azienda tenesse in piedi una struttura nel paese per soli 43 milioni” – accusa ancora Tacla, che ha svelato , tra l’altro, i legami tra l’impresa edile brasiliana e la Pemex, azienda petrolifera statale messicana.

“Decine di potenti, in America Latina, temono la mia confessione” ha concluso l’avvocato.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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