Iran – Stati Uniti: sfiorato un incidente navale

Pubblicato il 28 luglio 2017 alle 5:07 in Iran Medio Oriente

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Martedì 25 luglio, una nave della marina americana ha sparato colpi di avvertimento contro un’imbarcazione iraniana nel Golfo Persico, probabilmente appartenente al corpo delle guardie della rivoluzione islamica.

Stando a quanto riportato da un ufficiale americano, i colpi di avvertimento sarebbero stati sparati perché la nave iraniana si sarebbe trovata a circa 137 metri dalla nave da guerra americana.

Secondo la ricostruzione americana, la nave statunitense, trovandosi in rotta di intercettazione con l’imbarcazione iraniana, avrebbe inizialmente cercato di avvertire la nave iraniana inviando alcuni messaggi radio. Soltanto di fronte alla mancata reazione della nave iraniana, la marina americana avrebbe sparato i colpi di avvertimento.

Il report della marina statunitense riferisce che “le azioni della nave iraniana non erano in accordo con le regole della strada riconosciute internazionalmente né con le abitudini marittime riconosciute internazionalmente e hanno creato il rischio di una collisione”. Dopo i colpi di avvertimento la nave iraniana si sarebbe fermata permettendo il transito dell’imbarcazione americana.

Diversa la versione iraniana dell’accaduto. Da parte loro, le guardie della rivoluzione iraniana hanno accusato gli americani di aver avvicinato l’imbarcazione iraniana, compiendo atti di “provocazione e intimidazione”. Secondo le dichiarazioni iraniane, “l’imbarcazione delle guardie della rivoluzione iraniana non ha prestato attenzione al comportamento non professionale e provocatorio e ha continuato la sua missione”.

Si tratta dell’ultimo incontro ravvicinato tra le navi dei due Paesi. Incidenti di questo tipo tra le due parti non sono rari. Il 4 marzo 2017, un incidente simile era accaduto nello stretto di Hormuz. In questa occasione, una nave da guerra americana aveva attraversato la zona di traffico dello stretto di Hormuz, cambiando direzione rispetto alla rotta internazionale e rischiando una collisione con un’imbarcazione del corpo delle guardie della rivoluzione iraniana.

L’incidente è avvenuto pochi giorni dopo la decisione della Camera dei rappresentanti americana, la quale, il 15 luglio 2017, ha approvato all’unanimità un provvedimento che prevede l’esame, da parte del Pentagono, delle opzioni per negoziare un accordo sugli incidenti in mare con l’Iran e con gli altri Paesi che operano nel Golfo Persico.

I rapporti tra Iran e Stati Uniti sono molto tesi e sono diventati ancora più complessi dopo che, il 18 luglio 2017, il  presidente americano, Donald Trump, ha annunciato l’imposizione di nuove sanzioni contro Teheran. Gli Stati Uniti hanno accusato l’Iran di aver violato lo “spirito” dell’accordo sul nucleare, raggiunto il 14 giugno 2015 tra l’Iran e i membri del gruppo 5+1 ovvero USA, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania. Gli Stati Uniti hanno espresso la loro preoccupazione per “le sue attività nocive in Medio Oriente”, facendo riferimento, in particolare, al programma di missili balistici iraniano e al contributo del Paese nell’accrescere le tensioni regionali.

Per tutta risposta, l’Iran ha condannato l’imposizione delle nuove sanzioni, definendola una mossa “spregevole e inutile”. Ha, inoltre, accusato Washington di essere la causa principale dell’instabilità nella regione e ha minacciato la Casa Bianca di adottare sanzioni contro gli Stati Uniti, in particolare, contro i cittadini americani che hanno agito contro l’Iran e contro gli altri Paesi musulmani.

I rapporti tra Stati Uniti e Iran sono diventati tesi in particolare dopo l’elezione del presidente americano Donald Trump, l’8 novembre 2016. A differenza della linea politica di Obama, che aveva cercato una conciliazione con l’Iran, suscitando la disapprovazione di Israele e dell’Arabia Saudita, Trump persegue una politica di scontro, volta a favorire una crescita delle tensioni. Israele e Arabia Saudita, essendo acerrimi nemici dell’Iran, sostengono e incoraggiano una politica di scontro.

L’Iran è il principale nemico degli Stati Uniti in Medio Oriente. Posto a confronto con gli altri Stati della regione, è dotato di risorse economiche e militari di rilievo. In tutti i conflitti mediorientali, l’Iran si contrappone agli Stati Uniti e ai suoi alleati. In Siria, combatte a fianco del presidente Bashar Al-Assad; in Libano, sostiene le milizie sciite di Hezbollah e in Yemen quelle degli Houthi; in Palestina sostiene Hamas contro Israele. Ciò significa che si contrappone agli Stati Uniti su tutti i fronti.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

USS Thunderbolt, nave da guerra americana. Fonte: Wikimedia Commons.

USS Thunderbolt, nave da guerra americana. Fonte: Wikimedia Commons.

di Redazione

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