Continuano gli scontri a Gerusalemme: 5 vittime

Pubblicato il 28 luglio 2017 alle 14:03 in Israele Medio Oriente

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Ammontano a 5 le vittime delle proteste in corso nella Spianata delle Moschee tra i palestinesi e le forze di sicurezza israeliane. Oggi, venerdì 28 luglio, un 25enne palestinese è morto per le ferite riportate.

Le proteste nella Spianata delle Moschee, sito religioso musulmano ubicato nel centro di Gerusalemme, hanno avuto inizio quando Israele, in seguito all’uccisione di due soldati israeliani per mano palestinese, avvenuta il 14 luglio, ha deciso di installare metal detector all’entrata della moschea al-Aqsa per rafforzare i controlli di sicurezza ed evitare nuovi attacchi contro il proprio personale. Ciò ha causato numerose proteste nel mondo arabo che ha visto nell’installazione delle misure di sicurezza israeliane un tentativo di violare lo status quo del luogo sacro dei musulmani.

Martedì 25 luglio, il governo di Israele ha annunciato la rimozione dei metal detector all’entrata della moschea di Al-Aqsa per cercare di sedare le tensioni. Secondo quanto riportato dall’ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, i metal detector sarebbero stati sostituiti con dei sistemi di controllo meno invasivi, basati su tecnologie avanzate. Nonostante ciò, le proteste stanno continuando senza sosta. Secondo l’organizzazione umanitaria palestinese Palestinian Red Crescent, sono più di 1000 i palestinesi che sono rimasti feriti.

Oggi, la polizia israeliana ha annunciato che ai cittadini palestinesi al di sotto dei 50 anni verrà vietato l’accesso alla moschea al-Aqsa per le preghiere del venerdì. Netanyahu, dopo aver partecipato ad un meeting con il Ministero della Sicurezza israeliano, ha ordinato di aumentare la presenza delle forze di sicurezza a Gerusalemme, presso i territori occupati dagli israeliani in Cisgiordania e nei campi dei rifugiati a Silwan e Shuafat, per prevenire lo scoppio di ulteriori scontri. Migliaia di soldati israeliani sono attesi anche a Ramallah, a Betlemme e a Hebron.

In risposta, Jamal Zahalka, politico palestinese del Parlamento israeliano, Knesset, ha reso noto che i palestinesi “continueranno a difendere la moschea al-Aqsa, e a insistere affinché finisca l’occupazione israeliana nella Spianata delle moschee”. “Se finirà l’occupazione, non ci saranno più scontri”, ha affermato Zahlka. Inoltre, l’emittente palestinese Palestine News Network ha riportato che le forze israeliane stanno aggredendo le folle di palestinesi che manifestano pacificamente intorno alla moschea al-Aqsa.

Dall’altra parte, una fonte appartenente alle forze di sicurezza israeliane ha rivelato ad al-Monitor che Israele sta preparando un pacchetto di sanzioni contro la Palestinian Authority (PA), poiché accusa il presidente Mahmoud Abbas e il suo movimento, al-Fatah, di spingere i palestinesi a scontrarsi violentemente con gli ufficiali israeliani in Cisgiordania. Secondo tale fonte, Israele sta tenendo sotto controllo la preparazione delle preghiere del venerdì effettuate dal gruppo Tanzim, il braccio armato di Fatah. Ad avviso delle autorità israeliane, Abbas e altri leader del movimento non hanno interesse a calmare le tensioni ma, al contrario, vogliono farle aumentare.

Sofia Cecinini

Moschea di Al-Aqsa, Gerusalemme. Fonte: Pixabay.

Moschea di Al-Aqsa, Gerusalemme. Fonte: Pixabay.

di Redazione

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