Russia sollecita l’ONU: ulteriori indagini sull’attacco di Khan Shaykhun

Pubblicato il 27 luglio 2017 alle 20:00 in Russia

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Per la stesura del rapporto sull’attacco con armi chimiche avvenuto lo scorso aprile, gli esperti internazionali dovranno prima visitare la città di Khan Shaykhun e la base aerea di Shirat, in Siria. Impossibile trarre conclusioni a distanza.

Lo ha reso noto l’ambasciatore della Federazione Russa presso l’ONU, Pëtr Il’ičev, in una lettera al Segretario Generale dell’organizzazione, António Guterres.

Lo scorso giugno la missione OPAC per l’uso di armi chimiche in Siria aveva confermato che all’inizio di aprile era stato usato il gas sarin. Il direttore del Dipartimento per la Non Proliferazione e Controllo degli Armamenti del Ministero degli Esteri russo, Michail Ul’janov, avrebbe commentato che il rapporto sulla missione OPAC sull’uso del gas sarin a Khan Shaykhun “non è soddisfacente”, aggiungendo che Mosca richiede indagini congiunte OPAC — ONU il prima possibile, al fine di comprendere appieno le dinamiche dell’incidente.

Bandiera dell'ONU. Fonte: Wikipedia

Bandiera dell’ONU. Fonte: Wikipedia

Secondo la lettera di Il’ičev, divulgata dal sito ufficiale delle Nazioni Unite, la Russia insiste sulla visita degli esperti dell’ONU e OPAC a Khan Shaykhun e alla base aerea di Shirat, e chiede espressamente che le indagini “non si debbano basare esclusivamente su testimonianze di testimoni oculari”.

Stando alle dichiarazioni di Il’ičev, il rapporto della missione sarebbe “di parte” ed “estremamente poco accurato”.

L’opposizione siriana aveva dichiarato lo scorso 4 aprile che a seguito dell’attacco chimico a Khan Shaykhun, nella provincia di Idlib, erano stati riportati 80 morti e 200 i feriti e che i responsabili dell’attacco sarebbero le truppe governative siriane. Queste ultime, da parte loro, hanno respinto ogni accusa, additando a loro volta i miliziani e i loro alleati.

Le autorità siriane hanno dichiarato di non aver mai usato armi chimiche contro i civili e terroristi; l’intero arsenale chimico del paese sarebbe infatti sotto il controllo dell’OPAC. La risposta degli Stati Uniti fu immediata: senza alcuna prova certa della colpevolezza dei militari siriani, ed ignorando l’appello della Russia che richiedeva ulteriori indagini sulla vicenda, attaccarono in risposta la base siriana di Shirat nella notte del 7 aprile.

 

Traduzione dal russo a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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