Russiagate: le dichiarazioni di Kushner

Pubblicato il 26 luglio 2017 alle 5:01 in USA e Canada

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Il dipartimento di giustizia e una commissione del Congresso stanno indagando su Trump e alcuni suoi stretti collaboratori per verificare  se Putin, d’intesa con Trump, abbia cercato di danneggiare Hillary Clinton durante la campagna presidenziale. Una seconda indagine vuole inoltre verificare se Trump, una volta insediatosi alla Casa Bianca, abbia cercato di ostacolare le indagini con l’obiettivo particolare di proteggere Michael Flynn, suo uomo di fiducia. In queste ore, Jared Kushner, il marito della figlia di Donald Trump, è al centro del dibattito americano.

La data fatidica è il 9 dicembre 2016 quando, a un mese di distanza dalla vittoria di Donald Trump, le agenzie di intelligence americane resero noto che la Russia era intervenuta nella campagna presidenziale, attraverso attività di hackeraggio, per danneggiare la candidata democratica, Hillary Clinton, e favorire Trump.

Per mesi, Trump, insieme al suo team di consiglieri più stretti, ha negato qualsiasi tipo di contatto con ufficiali del governo russo. Il vice presidente Mike Pence, il consulente della Casa Bianca Kellyanne Conway, l’attuale portavoce della Casa Bianca Sarah Huckabee Sanders, l’ex portavoce Sean Spicer e altri membri chiave dell’amministrazione Trump, hanno sempre negato di avere avuto contatti durante la campagna presidenziale con la Russia. Tuttavia, lunedì 24 luglio, Jared Kushner, prima di recarsi a Capitol Hill per sottoporsi ai colloqui con gli investigatori, ha rilasciato un comunicato scritto di 11 pagine, pubblicato dal New York Times, in cui spiega di aver avuto “forse” quattro contatti in tutto con esponenti russi, nel corso della campagna presidenziale, sottolineando però di non aver mai affrontato questioni improprie. Il primo contatto, ha spiegato Kushner, è avvenuto nell’aprile 2016, in occasione del discorso tenuto dall’allora candidato alla presidenza, Trump, all’hotel Mayflower di Washington, dove erano presenti diversi ospiti internazionali, tra cui l’ambasciatore russo Sergey Kislyak. Il genero di Trump e il funzionario russo, secondo le dichiarazioni, si sono salutati, colloquiando per meno di un minuto.

Ad avviso del quotidiano americano, la mossa di Kushner è stata una chiara strategia per cercare di affrontare nel modo migliore la bufera politica che si è scatenata intorno all’amministrazione Trump. Tuttavia, le rivelazioni comportano un alto rischio legale, dal momento che, finora, Kushner aveva sempre negato tali contatti di fronte al Comitato di intelligence del Senato. Dichiarare il falso in seno Congresso è considerato un crimine federale.

Il Dipartimento della Giustizia americano sta approfondendo le indagini per scoprire se altri funzionari di Trump abbiamo cospirato con il governo russo per pilotare le elezioni presidenziali, e se Trump abbia in qualche modo cercato di impedire le indagini stesse.

Sofia Cecinini

Jared Kushner. Fonte: Flickr

Jared Kushner. Fonte: Flickr

di Redazione

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