Tutti contro il Qatar: le vere ragioni dell’embargo

Pubblicato il 26 luglio 2017 alle 5:03 in Medio Oriente Qatar

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Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno stilato una nuova lista di terroristi che include nove enti e nove individui.

La lista si aggiunge a quella pubblicata il 10 giugno 2017 da Al-Arabiya che comprende 59 individui e 12 istituzioni, accusati di aver finanziato le organizzazioni terroristiche, ricevendo supporto dal Qatar.

Secondo quanto riportato da Al-Jazeera in lingua araba, i quattro Paesi, che lo scorso 5 giugno hanno imposto un embargo al Qatar, hanno deciso di includere altri enti e individui “nel contesto del loro impegno fermo e deciso nella lotta al terrorismo, di prosciugamento delle sue fonti di finanziamento e di persecuzione di coloro che sono coinvolti”.

I nove enti comprendo tre organizzazioni umanitarie yemenite e sei organizzazioni libiche, tra cui il Consiglio rivoluzionario della Shura di Bengasi. Inoltre, sono stati aggiunti i nomi di nove individui, tra questi cittadini qatarini, yemeniti, libici e kuwaitiani.

Secondo i quattro Paesi, le “attività terroristiche” di questi enti e individui hanno un collegamento diretto o indiretto con il Qatar. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto hanno ribadito che le misure imposte contro il Qatar rimarranno valide affinché il Paese si impegni a realizzare la lista delle richieste. Gli obiettivi sono la lotta al terrorismo e la realizzazione della stabilità e della sicurezza nella regione.

Il 23 giugno 2017, i quattro Paesi hanno inviato al Qatar, grazie alla mediazione del Kuwait, una lista di 13 richieste che il Qatar avrebbe dovuto realizzare entro dieci giorni per porre fine all’embargo. Tra le richieste vi era la chiusura di Al-Jazeera Media Network, l’interruzione dei rapporti con l’Iran e la chiusura della base militare turca a Doha. Il Qatar ha rifiutato le richieste allo scadere del tempo a disposizione, definendole contrarie al principio di sovranità nazionale.

La pubblicazione della nuova lista è avvenuta in concomitanza con la conclusione del tour del presidente turco Tayyp Erdogan nel Golfo, che ha fatto tappa in Arabia Saudita, Kuwait e Qatar. Il viaggio di Erdogan era mirato a mediare tra i Paesi per trovare una soluzione alla crisi.

La Turchia ha sostenuto il Qatar durante tutto il periodo dell’embargo. Nonostante la richiesta dei quattro Paesi di interrompere la cooperazione militare tra Turchia e Qatar, le esercitazioni militari congiunte tra i due Paesi si sono intensificate notevolmente nell’ultimo mese.

Il Qatar respinge con la massima fermezza l’accusa di sostenere il terrorismo. La vera ragione dell’embargo, ricostruita sulla base delle dichiarazioni saudite ed emiratine, sembra essere dovuta ai buoni rapporti che il Qatar intrattiene con l’Iran, che è il più grande nemico dell’Arabia Saudita. L’obiettivo principale della coalizione anti-Qatar, reso esplicito dalle dichiarazioni di alcuni governanti sauditi ed emiratini, è quello di spingere il Qatar a recidere i rapporti con l’Iran. Il Qatar è un piccolo Paese con una forte identità politica. L’Arabia Saudita, d’intesa con Donald Trump e Theresa May, vuole invece imporre ai propri alleati regionali una precisa linea di politica estera, basata sulla contrapposizione frontale con l’Iran. Una delle richieste formali avanzate dall’Arabia Saudita al Qatar, in cambio del ritiro dell’embargo, è proprio la chiusura delle relazioni con l’Iran.

Alessandro Orsini e Laura Cianciarelli che ha tradotto i testi in lingua araba

Tamim bin Hamad al-Thani, Emiro del Qatar. Foto di Chuck Hagel (11 aprile 2014)

Tamim bin Hamad al-Thani, Emiro del Qatar. Foto di Chuck Hagel (11 aprile 2014)

di Redazione

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