Turchia: la politica dei muri di confine

Pubblicato il 25 luglio 2017 alle 5:03 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia sta costruendo muri difensivi lungo il perimetro meridionale del proprio territorio al confine con Siria, Iraq e Iran. L’obiettivo è garantire la sicurezza del Paese.

Nel settembre 2016, Ankara ha avviato la costruzione del primo muro che separi la Turchia dalla Siria per un investimento di 400 milioni di dollari. I primi 556 km, che attraversano le province di Hatay, Sanliurfa, Kilis, Gaziantep, Mardin e Sirnak, sono stati completati la scorsa settimana. Una volta terminati i lavori, il muro raggiungerà i 911 km e sarà uno dei muri di confine più lunghi del mondo. Il muro turco ha 120 torrette di controllo, situate nei luoghi critici. Le torrette sono dotate di sistemi di visione notturna e armi avanzate. Ankara ha anche riorganizzato le forze di sicurezza che pattugliano il confine. Il muro è stato creato per prevenire attacchi terroristici provenienti dalla Siria, il contrabbando alla frontiera e l’attraversamento illegale, ma sarà utilizzato anche per controllare i movimenti dei rifugiati.

Nell’ottobre 2017, cominceranno i lavori per la costruzione di un muro di 149 km che separerà la Turchia dall’Iran. L’obiettivo è ostacolare i possibili attacchi dei militanti del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) che giungono in Turchia dalle zone iraniane di confine. Un terzo muro, della lunghezza di 88 km, verrà costruito tra Turchia e Iraq.

Nella prospettiva di Ankara, la costruzione dei muri di confine diventerà il pilastro della politica di sicurezza. La strategia attuata dalla Turchia viene definita “sistema di sicurezza integrato di frontiera”. Secondo quanto affermato dal ministro della Difesa turco, Fikri Isik, il progetto prevede due fasi. La prima è la costruzione del muro. La seconda prevede il potenziamento del muro attraverso la dotazione di sensori a fibre ottiche, telecamere e veicoli aerei senza pilota.

La politica di sicurezza dei confini attuata dalla Turchia ha già ottenuto risultati, che il governo reputa positivi, nell’area in cui il muro è stato completato. Tuttavia, le implicazioni socio-economiche di tale politica potrebbero creare alcune difficoltà al Paese. Secondo una fonte citata da Al-Monitor, “il muro potrebbe essere utile per la sicurezza, ma ha gravemente colpito l’economia locale e ha reso quasi impossibili i contatti tra le famiglie che sono state divise da una linea di demarcazione architettonica così imponente. A causa del muro, i giovani che lavoravano nel commercio di frontiera sono in una posizione difficile. Il muro – prosegue il testimone – ha incrementato la disoccupazione giovanile. I giovani che non trovano lavoro migrano nelle grandi città”.

La politica di confine turca in materia di protezione dei confini è cambiata a partire dall’agosto 2016. Fino a quel momento, si basava su una tacita tolleranza. La Turchia è stata infatti il principale luogo di transito dei foreign fighters diretti in Siria fino al marzo 2015, quando il governo turco si è unito alla campagna militare contro l’ISIS. I motivi principali del cambiamento della politica turca in materia di sicurezza dei confini sono due. Il primo è costituito dalla minaccia dello Stato Islamico. Il secondo è costituito dalla minaccia rappresentata dai curdi siriani i quali, rivendicando la propria indipendenza dalla Siria, e volendo edificare un proprio Stato nel nord della Siria, potrebbero infiammare le mire separatiste dei curdi in Turchia. Per affrontare le due minacce, che minano i confini turchi, il 24 agosto 2016 il Consiglio di Sicurezza nazionale turco ha avviato l’operazione “Scudo dell’Eufrate” nel nord della Siria, conclusasi il 30 marzo 2017. Gli obiettivi dell’operazione erano due: liberare l’area al confine tra Turchia e Siria dal controllo dello Stato Islamico, sostenendo l’avanzata dell’Esercito Libero Siriano, e ostacolare le mire espansionistiche dei curdi siriani, confinandoli a est del fiume Eufrate. L’iniziale politica di tolleranza della Turchia si è trasformata così in una politica a “tolleranza zero”.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

 

Muro al confine tra Turchia e SIria. Fonte: Flickr.

Muro al confine tra Turchia e Siria. Fonte: Flickr.

di Redazione

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