Messico: i narcocannibali

Pubblicato il 25 luglio 2017 alle 14:03 in America Latina Messico

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Una nuova macabra scoperta scuote il Messico in un momento in cui la sfida dei cartelli della droga allo stato raggiunge vette inaspettate: il rito d’iniziazione per entrare nel cartello Jalisco Nueva Generación prevede anche prove di cannibalismo.

Polizia messicana. Fonte: Wikimedia Commons.

Polizia messicana. Fonte: Wikimedia Commons.

Casi di antropofagia, o cannibalismo, tra le pratiche criminali locali. Questo l’allarme lanciato dalla procura di Tabasco, stato nel sud-est del Messico, sulla base della testimonianza di due adolescenti, costretti a mangiare le carni della propria vittima come rito d’iniziazione per entrare a far parte del cartello Jalisco Nueva Generación.

La macabra scoperta è il risultato dell’unione di tre filoni di indagine su diversi crimini effettuati dal cartello a partire dal 22 maggio scorso. Quel giorno membri del clan avevano fatto irruzione in un salone dell’auto di Villahermosa, capitale dello stato di Tabasco, uccidendo cinque persone, decapitandone tre, una ancora in vita e due cadaveri. Quattro giorni dopo due cadaveri cui mancavano le estremità furono ritrovati lungo una strada statale, la scientifica provò che le vittime erano state uccise ventiquattro ore prima e i cadaveri congelati. Il 29 maggio, infine, un corpo smembrato era stato ritrovato nel comune di Nacajuca.

A seguito delle indagini 12 persone erano state fermate, tra cui due minori, di 16 e 17 anni rispettivamente, che hanno confessato al procuratore Fernando Valenzuela Pernas di aver mangiato le carni delle vittime dei loro omicidi d’iniziazione. La procura ha presentato le proprie conclusioni dell’indagine lo scorso 10 luglio, ma sono state rese pubbliche solo due settimane più tardi a causa dell’impatto che avrebbero potuto provocare. Arturo Núñez, governatore di Tabasco, si è detto costernato e sconvolto ed ha lanciato un allarme sul potere di reclutamento dei cartelli, che “fanno breccia in fasce di popolazione di età sempre più giovane”.

Il cartello Jalisco Nueva Generación, nato da una scissione del cartello di Sinaloa, lotta per diventare il principale clan di narcotraffico del Messico. È attivo nella zona centromeridionale del paese, in particolare negli stati di Jalisco, Veracruz, Guadalajara, Colima e, appunto, Tabasco. Controlla un’intera rete di distribuzione di droghe che va dal Guatemala agli Stati Uniti, attraversando il Messico da sud a nord. Jalisco Nueva Generación è una delle bande armate che ha approfittato della sparizione o dell’indebolimento dei cartelli storici (Sinaloa, Beltrán-Leyva, los Zetas) a seguito della guerra al narcotraffico scatenata dallo stato messicano a partire dal 2010.

Tabasco, ricca zona petrolifera che affaccia sul golfo del Messico, era considerato uno stato esente dalle infiltrazioni del narcotraffico. Il crollo dei prezzi del greggio e la crisi economica iniziata nel 2015, hanno causato un aumento dei crimini e aperto la strada ai cartelli smaniosi di controllare il territorio, terra di passaggio tra il centro del paese e la penisola dello Yucatán. Da allora il tasso di omicidi è quasi quadruplicato: dagli 11 del gennaio 2016, si è passati ai 37 del maggio 2017.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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