Esercito nigeriano: ultimatum per la cattura del leader di Boko Haram

Pubblicato il 25 luglio 2017 alle 5:01 in Africa Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Abubakar Shekau è il leader di Boko Haram, una delle organizzazioni jihadiste più potenti al mondo.

Venerdì 21 luglio, il capo dell’esercito nigeriano, il tenente generale Tukur Buraiti, ha ordinato al comandante dell’Operazione Lafiya Dole, il maggiore generale Ibrahim Attahiru, di catturare Abubakar Shekau, vivo o morto, utilizzando tutti l’arsenale a disposizione, entro 40 giorni. Nel comunicato dell’esercito, si legge che la popolazione è pregata di assistere i soldati nelle operazioni, riferendo informazioni che possano aiutare l’esercito nell’impresa.

Più volte, nel corso degli anni, sono state riportate notizie riguardo alla presunta morte di Abubakar Shekau, sempre smentita da video diffusi dai jihadisti, in cui il leader minaccia il governo e l’esercito nigeriano. In seguito alla morte del fondatore di Boko Haram, Mohammed Yusuf, avvenuta nel 2002, Abubakar Shekau è divenuto il capo indiscusso dell’organizzazione. Le informazioni sulla sua vita sono poche, ma fonti di intelligence riportano che sia nato tra il 1965 ed il 1975, nello Stato dello Yobe, nel nord-est della Nigeria. Quando l’8 marzo 2015, in seguito al giuramento di fedeltà all’ISIS da parte di Boko Haram, Abu Musa al-Barnawi, figlio di Mohammed Yusuf, venne nominato nuovo capo dell’organizzazione, Abubakar Shekau si rifiutò di cedere la guida dei jihadisti nigeriani, rimanendo al potere.

Boko Haram, dal 2009 a oggi, ha causato la morte di almeno 20,000 persone nella sola Nigeria, forzando 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Il 25 dicembre scorso, Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, in carica dal 29 maggio 2015, aveva riferito che l’esercito nazionale aveva preso il controllo dell’ultima base di Boko Haram, nel nord-est dello stato del Borno. Successivamente, il primo gennaio 2017, il gruppo terroristico ha smentito la propria sconfitta attraverso la pubblicazione di un video. Da allora, si verificano sistematicamente attacchi che stanno minacciando la sicurezza del Paese, soprattutto nelle aree più remote.

Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo nel corso degli ultimi anni sono innumerevoli. In particolare, i sequestri sono una pratica a cui i terroristi ricorrono sistematicamente. Molte donne e bambine rapite vengono poi costrette dai miliziani a diventare kamikaze, venendo fatte saltare in aria nei pressi di mercati e luoghi affollati. L’ultimo attacco risale a domenica 23 luglio, quando una kamikaze si è fatta esplodere presso un campo di profughi nei pressi di Maiduguri, uccidendo almeno 8 persone.

Il Country Report on Terrorism, pubblicato giovedì 20 luglio dal governo americano, ha inserito la Nigeria al sesto posto tra i 10 Paesi che hanno subito il maggior numero di attacchi terroristici nel 2016, con un totale di 466 attentati e 1832 morti. Tali cifre hanno segnato una netta diminuzione rispetto ai 588 attacchi e le 4940 vittime del 2015. Nonostante ciò, l’allerta in Nigeria rimane molto alta.

Lafiya Dole è il nome in codice dell’operazione anti-terrorismo messa in atto dal governo nigeriano per contrastare le attività di Boko Haram.

Sofia Cecinini

Abibakar Shekau. Fonte: Youtube

Abibakar Shekau. Fonte: Youtube

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.