Amman: sparatoria nel compound dell’ambasciata israeliana, 2 morti

Pubblicato il 24 luglio 2017 alle 13:03 in Giordania Medio Oriente

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La sera di domenica 23 luglio, due cittadini giordani sono stati uccisi, mentre una guardia israeliana è rimasta gravemente ferita, nel corso di una sparatoria presso un edificio del compound dell’ambasciata israeliana ad Amman, in Giordania.

Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Jerusalem Post, l’ufficiale israeliano è stato aggredito dal 17enne Mohammed Zakaria al-Jawawdeh, un dipendente di un’azienda di mobili che si trovava in un appartamento all’interno del compound dell’ambasciata per effettuare alcune riparazioni. Il ragazzo è stato subito ucciso dal fuoco dell’israeliano, il quale ha sparato per legittima difesa. La seconda vittima è il proprietario dell’appartamento dove al-Jawawdeh stava effettuando le riparazioni. L’uomo è rimasto gravemente ferito per sbaglio ed è morto ore dopo in ospedale.

La polizia giordana, attraverso un comunicato, ha reso noto di aver dato il via alle indagini per far luce sull’accaduto. Intanto, le forze di sicurezza locali stanno pattugliando la zona intorno all’ambasciata israeliana ad Amman. Mentre i media giordani hanno parlato di un incidente, i media israeliani hanno riferito che le autorità sospettano che si sia trattato di un attacco mirato, dettato da ragioni nazionaliste.

La sparatoria si è verificata in un momento di particolare tensione tra Israele e gli altri Paesi arabi, dovuto alle misure di sicurezza messe in atto dalle autorità israeliane intorno alla moschea al-Aqsa, la quale si trova nella Spianata delle moschee, sito religioso situato nel centro di Gerusalemme e sotto il controllo del governo giordano. In seguito ad uno scontro tra tre palestinesi e la polizia israeliana, avvenuto il 14 luglio nella Spianata delle moschee, le forze di sicurezza israeliane hanno installato metal detectors e telecamere per aumentare la sicurezza dell’area. Ciò ha provocato un’ondata di proteste, poiché Israele è stato accusato di voler estendere il proprio controllo anche sui luoghi di Gerusalemme che si trovano sotto l’amministrazione musulmana. Come ha riportato il quotidiano giordano The Jordan Times, venerdì 22 luglio, le principali città della Giordania sono state invase dai manifestanti, i quali hanno denunciato la decisione israeliana, in quanto Amman è la custode ufficiale dei siti sacri di Gerusalemme.

Israele e la Giordania sono legate da un accordo di pace, firmato il 26 ottobre 1994, il quale ha normalizzato le relazioni tra i due Paesi, ponendo anche fine ad alcune dispute territoriali.

Sofia Cecinini

Polizia giordana. Fonte: Wikimedia Commons

Polizia giordana. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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